624 Terza Parte.
Fa, chtì bandito tâit rio P er il sig-duca Cosimo nel Borgo. Cessati dunque i Minori, ealcuni altri complici, risaputasi la cosa , su dato a molti Borghesi , e in fra gli altri a Do-ceno , bando di ribello. E il sig. Alessandro Vitelli, che sapendo»come il fatto stava , avrebbe potuto ajutarlo , nol fece , perché fosseCristofano quasi forzato a servirlo nell’opera del suo giardino a Cit-tà di castello , del quale avemo di sopra ragionato ; nella qualservitù » avendo consumato molto tempo senza utile» e senza pro-fitto » finalmente » come disperato » si ridusse con altri fuoruseitisi ridusse a s. Giusti- nella villa di s. Giustino » lontana dal Borgo un miglio e mezzo,no ■ nel dominio della Chiese » e pochissimo lontana dal confino de’ Fio-
rentini ; nel qual luogo » comechè vi stesse con pericolo» dipin-se ali' abate Bufolini da Città di castello » che vi ha beilistìme » eDove lavori alcune comode stanze , una camera in una torre » con un spartimento di•slami. putti» e figure » che scortano al disotto in su molto bene» e con
grottesche » festoni » e maschere bellissime , e più bizzarre » che sipostino immaginare ; la qual camera fornita , perché piacque alliba-te » glie ne fece fare un’altra ; alla quale desiderando di fare al-cuni ornamenti di stucco , e non avendo marmo da sere polvere permescolarla » gli servirono a ciò molto bene alcuni sassi di fiume »venati di bianco , la polvere de’ quali fece buona , e durissima pre-sa ; dentro ai quali ornamenti di stucchi» fece poi Cristoseno al-cune storie de’setti de’Romani » così ben lavorate a fresco» chesu una maraviglia . In que’ tempi lavorando Giorgio il tramezzodella badia di Camaldoli a fresco di sopra » e per da basso » duetavole » e volendo far loro un ornamento in fresco pieno di sto-rie » avrebbe voluto Cristoseno appresso di se > non meno per farlotornare in grazia del Duca » che per servirsene . Ma non su possi-bile » ancoraché Messer Ottaviano de’Medici molto se n’ adoperassecol duca » farlo tornare » sì brutta informazione gli era stata datade’portamenti di Cristofano - Non essendo dunque ciò riuscito alVasari » come quelli » che amava Cristoseno » si mise a far’ operadi levarlo almeno da s.Giustino» dov’egli con altri fuoruseiti stava ingrandissimo pericolo. Onde avendo sanno 1539. a sere per i mo-naci di monte Oliveto » nel monastero di san Michele in Bosso,suor di Bologna , in testa d’ un refettorio grande, tre tavole aolio con tre storie lunghe braccia quattro s una » e un fregio intor-no a fresco» alto braccia tre» con venti storie dell’ Apocalisse, difigure piccole ; e tutti i monasteri di quella Congregazione ritrattidi naturale » con un partimento di grottesche ; e intorno a ciascunafinestra braccia quattordici di festoni con frutte ritratte di natu-E* chiamato in Solo- rale ; scrisse subito a Cristofano » che da s Giustino andasse a Bolo-gna dal Vasan. gna , insieme con Batista Cungj Borghese S e suo compatriotta » il
qual
1 Batista Cangi del Borgo a te di più di quello » che dica qui ils.Sepolcro è menzionato nell’A- Vasari,becedario , ma non vi si dice nien-