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Tomo secondo.
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Vita di Cristofano Gherardi. 6 zzse non quando aveva a mettere in opera ) ed avesse seguitato ani.mofàmente le cose dell' arte , non arebbe avuto pari ; veggendosi ,che la pratica, il giudizio , e la memoria gli facevano in modocondurre le cose senz’ altro studio , eh* egli superava molti, chein vero ne sapevano più di lui. Nè si può credere, con quanta sua sollecitasi»'ntlpratica, e prestezza egli conducesse i suoi lavori ; e quando si lavorare.piantava a lavorare , e fosse di che tempo si volesse , sì gli dilet-tava , che non levava mai capo dal lavoro ; onde altri si potevadi lui promettere ogni gran cosa - Era oltre ciò tanto graziosi) nelconversare, e burlare, mentre che lavorava , che il Vasari sta-va tal volta dalla mattina fino alla lerà in sua compagnia lavoran-do , senza che gli venisse mai a fastidio . Condusse Cristofanoquesta facciata in pochi mesi , senza che tal volta stette alcunesettimane senza lavorarvi, andando al Borgo a vedere , e goderele cose sue. Nè voglio , che mi paja fatica raccontare gli sparti-menti , e figure di quest’ opera 1 , la quale potrebbe non averlunghissima vita , per essere ali' aria , e molto sottoposta a i tempifortunosi . Nè era a fatica fornita , che da una terribile pioggia ,e grossissima grandine fu molto ossela, ed in alcuni luoghi scalci-nato il muro. Sono adunque in questa facciata tre spartimenti . Il vescrìùant Miaprimo è, per cominciarmi da bastò, dove sono la porta princi- facciata dell'Almm.tpale , e le due finestre. Il fecondo è dal detto davanzale insinoa quello del secondo finestrato. Ed il terzo è dalle dette ultimefinestre insino alla cornice del tetto : e sono oltre ciò in ciascunfinestrato sei finestre , che sanno fette Ipazj . E secondo quest’ordine su divisa tutta 1’ opera per dirittura dalla cornice del tet-to infitto in terra. Accanto dunque alla cornice del tetto è inprospettiva un cornicione con mensole, che risaltano sopra un fre-gio di putti, sei de’ quali, per la larghezza della facciata, stannoritti, cioè sopra il mezzo dell’arco di ciascuna finestra uno, esostengono con le spalle festoni bellissimi di frutti, fiondi, e fio-ri , che vanno dall’ uno ali’ altro ; i quali fiori, e frutti sono dimano in mano, secondo le stagioni, e secóndo 1’ età della vitanostra quivi dipinta. Similmente in sul mezzo de’ festoni, dovependono, sono altri puttini in diverse attitudini. Finita questa fre-giatura , in fra i vani delie dette sinistre di sopra , in sette Ipazj,che vi sono , si fecero i sette pianeti con i sette segni celesti sopraloro, per finimento, e ornamento • Sotto il davanzale di queste fine-P. III. Lili sire,

f i E'descritta questa facciata da giio preso dali’esservi sopra la por-Frosino Lapini letterato noto in ta dipintaTarme di Cosimo primo,una lettera, che è a cart. 48. del e perché vi abita una branca diprimo tomo delle Lettere pittori- quella famiglia , o lì vicino . (yuc-che , nelle note della quale si dice, sta descrizione del Vasari è piùche la casa è de’Medici, ma su sba- copiosa di quella del Lapini.