646 Terza Parte.
trionfando» di tre carri bellissimi » e lavorati di legname, dipin.ti con bello, e ricco artificio. Nel primo era la Puerizia con unordine bellissimo di fanciulli . Nel fecondo era la Virilità conmolte persone , che nell’ età loro virile avevano fatto gran co-se . E nel terzo era la Senettù con molti chiari uomini, chenella loro vecchiezza avevano gran cose operato ; i quali tuttipersonaggi erano ricchissunamente addobbati , in tanto che nonli pensava potersi far meglio. Gli architetti di quelli carri furo-no Rafaello delle Vivole , il Carota intagliatore , Andrea diCosimo pittore , e Andrea del Sarto . E quelli, che fecero , e or-dinarono gli abiti delle figure, furono fer Piero da Vinci, pa-dre di Lionardo, e Bernardino di Giordano , bellissimi ingegni;Lavori di Jacopo ne' e a Jacopo Puntormo solo toccò a dipingere tutti e tre i cani,rarri trionfali . ne £ quali fece, in diverse storie di chiaroscuro, molte trasfor-mazioni de gli Dei in varie forme , le quali oggi fono in manodi Pietro Paolo Galeotti orefice eccellente . Portava scritto il pri-mo carro in note chiarissime Erimus , il fecondo Smnus , e ilterzo Fuiinus , cioè Saremo , Siamo, Fummo ; la canzone comin-ciava : Volano gli anni (šc. Avendo questi trionfi veduto il sig-Lo-renzo, capo della compagnia del Broncone, e desiderando, chefossero superati, dato del tutto carico a Jacopo Nardi 1 gentiluo-mo nobile, e litteratissimo , al quale , per quello che fu poi,è molto obbligata la sua patria Fiorenza . Esso Jacopo ordinò seitrionfi per raddoppiare quelli stati fatti dal Diamante. 11 pri-mo, tirato da un par di buoi vestiti d’erba , rappresentava 1’ etàdi Saturno, e di Jano , chiamata dell’oro, e aveva in cima delcarro Saturno con la falce, e Jano con le due teste , e con lachiave del tempio della Pace in mano, e sotto i piedi legato ilFurore, con infinite cose attorno, pertinenti a Saturno, fatte-,bellissime, e di diversi colori dall' ingegno del Puntormo. Ac-compagavano questo trionfo sei coppie di pastori ignudi, ricoper-ti in alcune parti con pelle di martore , e zibellini, con stivalet-ti ali’antica di varie forte, e con i loro zaini, e ghirlande in ca-po di molte sorte sfondi. I cavalli, sopra i quali erano questi pa-stori , erano senza felle , ma coperti di pelle di leoni, di tigri ,e di lupi cervieri; le zampe de’quali, messe d’oro , pendevanodagli lati con bella grazia: gli ornamenti delle groppe, e staf-fieri erano di corde d’oro: le staffo , teste di montoni, dicane,e d’altri simili animali : ei freni, e redini fatti di diverte ver-zure , e di corde d’ argento . Aveva ciascun pastore quattro staf-fieri in abito di pastorelli , vestiti più semplicemente d’altre_>pelli, e con torce fatte a guisa di bronconi secchi, e di rami di
pino,
i Jacopo Nardi , che scrisse l’istoria di Firenze , e tradusse si-to Livio .