Vita di JacoiS da Puntormo . 64-
mento in su la lira d’ Apollo con bellissima grazia ; dalla qualestoria si può giudicare di quanta bontà , e perfezione fossero 1' altreopere , e figure. Avendo nel medesimo apparato avuto cura Ri-dosso Grillandaio d’acconciare j ed' abbellire la sala del Papa , cheè congiunta al convento di santa Maria Novella , ed è amica resi-denza de' Pontefici in quella città ; stretto dal tempo, sii forzatoa servirsi in alcune cose dell’ altrui opera . Perché avendo 1’ altrestanze tutte adornate , diede cura a Jacopo Puntormo di fare nel-la cappella , dove aveva ogni mattina a udir Mesta sua Santità , al-cune pitture in fresco - Laonde mettendo mano Jacopo ali’ opera , pitturi a fnvi fece un Dio Padre con molti putti, e una Veronica, che nel-^ M *
Sudario aveva l’effigie di Gesù Cristoda quale opera da Jacopo, fattain tanta strettezza di tempo, gli fu molto lodata . Dipinse poi dietroali' arcivescovado di Fiorenza , nella chiesa di s. Rostèllo 1 in unacappella in fresco, la nostra Donna col figliuolo in braccio, inmezzo a s. Michelagnolo, e santa Lucia, e due altri santi ingi-nocchioni; e nel mezzo tondo della cappella: un Dio Padre , conalcuni Serafini intorno. Estèndoglipoi, secondo che aveva mol-to desiderato, stato allogato da maestro Jacopo, frate de’Servi »a dipignere una parte del cortile de’ Servi , per esserne andatoAndrea del Sarto in Francia, e lasciato l’opera di quel cortileimperfetta, si mise con molto studio a fare i cartoni. Ma per-ciochè era male agiato di roba, e gli bisognava , mentre studia-va per acquistarsi onore , aver da vivere j fece sopra la poi tadello spedale delle donne , dietro la chiesa dello spedale de’ Preti,fra la piazza di s. Marco , e via di Sangallo , dirimpetto appuntoal muro delle suore di senta Gatterina da Siena, due figure dichiaroscuro bellissime 2 , cioè Cristo in forma di pellegrino, che Figure btRifrme »aspetta alcune donne ospiti per alloggiarle ; la quale opera (vL c ki*rescurt>.meritamente molto in que’ tempi , ed è ancora oggi da gli uo-mini.intendenti lodata. In questo medesimo tempo dipinse alcuniquadri, e storiette a olio, per i maestri di zecca, nel carro della Pitture noli*.moneta, che va ogni anno per s. Giovanni a processione, l’operadel qual carro fu di mano di Marco 3 del Tasto. E in sei poggiodi Fiesole, sopra la porta della compagnia della Cecilia , una sentaCecilia colorita in fresco con alcune rose in mano, tanto bel-la, e tanto bene in quel luogo accomodata , che per quanto eli’ è,
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x Cioè «.Raffaello, ma corrotta-mente si chiama s. Ruffeilo • Lapittura è stata in parte ricopertada chi ha voluto adornare P altareoon istucchi lui depravato gustomoderno , ma levando via dettistucchi, si scoprirebbero le figure,
che son tanto belle , che pajonod’ Andrea del Sarto .
2 Le due figure di chiaroscurosono andate male.
3 Cioè P intaglio del legname èopera di questo Marco .