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Tomo secondo.
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Vita di Jacopo da Pumtormo . 6 $ i

mani 1 una con 1 altra , e stando intentissimo a contemplare congli occhi, e con la mente fissi la Vergine, ed il Figliuolo, parche spiri. è men bello il s. Jacopo , che a canto a gli al-tri fi vede. Onde non è maraviglia, le questa è la più bella ta-vola , che mai facesse questo rarissimo pittore . Io credeva, che dopoquest opera , e non prima» avesse fatto il medesimo a BartolommeoLanfredini lungArno » fra il ponte santa Trinità» e la Carra-ia , dentro a un andito sopra una porta » due bellissimi, e gra-ziosissimi putti in fresco > che sostengono un' arme ; ma poiché ilBronzino 1 » il quale si può credere » che di queste colè sappia ilvero , afferma , che furono delle prime cose » che Jacopo faces-se ; si deve credere , che così sia indubitatamente , e lodarne mol-to maggiormente il Puntormo, poiché fono tanto belli » che nonsi possono paragonare » e furono delle prime cose » che faceste.

Ma seguitando lordine della storia , dopo le dette fece Jacopo agli uomini di Puntormo una tavola , che fu posta in sant' Agnolo » Tavola a Pttntorm».loro chiesa principale, alla cappella della Madonna, nella qualefono un 8. Michelagnolo , ed un s. Giovanni Evangelista . In que-sto tempo luno de due giovani, che stavano con Jacopo » cioèGio. Maria Pichi dal Borgo a s. Sepolcro, che si portava assai be-ne , ed il quale fu poi frate de Servi, e nel Borgo , e nella Pievea s. Stefano fece alcune opere ; dipinse » stando dico ancora conJacopo » per mandarlo al Borgo , in un quadro grande , uu_.s. (Quintino ignudo » e martirizzato . Ma perché desiderava Jaco-po , come amorevole di quel suo discepolo » eh egli acquistaste R,to f CQ à quadraonore» e lode» li mise a ritoccarlo » e cosi non sapendone levare Jle mani » e ritoccando oggi la testa , domani le braccia » e 1 altro iltorso » il ritoccamento fu tale, che si può quasi dire » che sia tuttodi sua mano ; onde non è maraviglia»se è bellissimo questo quadro ,che è oggi al Borgo » nella chiesa defrati osservanti di s. France-sco. Laltro de i due giovani > il quale fu Gio. Antonio Lappo! iAretino 2 » di cui si è in altro luogo favellato ; avendo » co ne va-no » ritratto se stesso nello specchio » mentre anch egli ancora sistava con Jacopo » parendo al maestro» che quel ritratto poco so-migliasse > vi mise mano , e lo ritrasse egli stesso tanto bene » chepar vivissimo » il qual ritratto è oggi in Arezzo 5 » in casa gli ere-di di detto Gio. Antonio. Il Puntormo similmente ritrasse in uno & ct ' ritratti di dutstesso quadro due suoi amicissimi» 1uno fu il genero di Becuccio ^ 0l amabicchierajo » ed un altro » del quale parimente non so il nome ;basta, che i ritratti sono di mano del Puntormo . Dopo fece a

N n n n 2 Bar-

1 Angiolo detto il Bronzino Z Questo ritratto non si fa doveprincipale allievo del Puntomi >. sia, noi si trovando in caia degli

2 Vedi la Vita del Lappoli qui eredi del Lappali.addietro a cart. 522.