6§6 Terza Parte.
ta quella perfezione , e bontà nell’ intaglio di bulino , che è po la-bile far mai, per bellezza , varietà d’ abiti , e invenzione ; pensòJacopo , avendo a fare ne' canti di que’ chiostri istorie della passio-ne del Salvatore , di servirsi dell’ invenzioni sopraddette d’ AlbertoDuro , con ferma credenza d' avere non solo a sodisfare a se stesso ,ma alla maggior parte degli artefici di Firenze ; i quali tutti a unavoce , di comune giudizio , e consenso , predicavano la bellezza diqueste stampe , e l’eccellenza d’Alberto. Messosi dunque JacopoîW chiaflro dipinsi a imitare quella maniera , cercando dare alle figure sue nell' ariasu i* maniero. d’Al- stelle teste quella prontezza j e varietà , che aveva dato loro Al-berto Duro . berto , la prese tanto gagliardamente , che la vaghezza della sua pri-
ma maniera , la quale gli era stata data dalla Natura , tutta piena didolcezza , e di grazia , venne alterata da quel nuovo studio , e sa-Perdì in esse molto tica, e cotanto ossela dall’ accidente di quella Tedesca , che nondell* gr tuia solita, n conosce intatte quest’ opere , comechè tutte siano belle j se nonpoco di quel buono, e grazia, eh'egli aveva insino allora dato atutte le sue figure . Fece dunque ali' entrare del chiostro in un can-to Cristo nell’ orto, fingendo 1' oscurità della notte, illuminatadal lume della Luna, tanto bene , che par quasi di giorno . E men-tre Cristo ora, poco lontano si stanno dormendo Pietro, Jacopo,e Giovanni, fatti di maniera tanto simile a quella del Duro , che èuna maraviglia . Non lungi è Giuda, che conduce i Giudei, di vi-so così strano anch’ egli, siccome sono le cere di tutti que’ solda-ti fatti alla Tedesca con arie stravaganti, eh’elle movono a com-passione , chi le mira , della semplicità di quell’ uomo , che cercòcon tanta pacienza, e fatica di sapere quello , che dagli altri sifugge, e si cerca di perdere , per lasciar quella maniera , che dibontà avanzava tutte l’altre , e piaceva ad ogni uno infinitamente .Descrizione dellesto. Or non sapeva il Puntormo, che i Tedeschi, e Fiamminghi ven-ric . gono in queste parti per imparare la maniera Italiana , eh’ egli con
tanta fatica cercò , come cattiva , d’abbandonare ? Allato a questa ,nella quale è Cristo menato da i Giudei innanzi a Pilato, dipinse nelSalvatore tutta quella umiltà, che veramente si può immaginarenella stessa innocenza tradita dagli uòmini malvagi : e nella mo-glie di Pilato la compassane , e temenza » che hanno di se stessi co-loro , che temono il giudizio divino . La qual donna, mentre rac-comanda la causa di Cristo al marito, contempla lui nel volto conpietosa maraviglia . Intorno a Pilato sono alcuni soldati tanto pro-priamente , nell’arie de’volti, e ne gli abiti, Tedeschi, che chinon sapesse, di cui mano fosse quell’opera, la crederebbe vera-mente fatta da Oltramontani. Ben’ è vero , che nel lontano di que-sta storia un coppiere di Pilato , il quale scende certe scale.,con un bacino, e un boccale in mano, portando da lavarsi lemani al padrone, è bellissimo , e vivo, avendo in se un certo