Vita di Jacopo da Puntormo. 66 1
condannai sono alcuni ignudi, che vanno alla morte» bellissimi;il qual quadro, che è in tutte le parti da lodare , è oggi tenuto ingran pregio da don Vincenzio Borghini, spedaglingo di quel luo-go , e già amicissimo di Jacopo . Un altro quadro limile al soprad-detto fece a Carlo Neroni, ma con la battaglia de’ martiri sola, e1’ angelo, che gli battezza, e appresso il ritratto d’esso Carlo - Ri-trasse similmente , nel tempo dell’ assedio di Fiorenza , FrancescoGuardi in abito di soldato , che su opera bellissima, e nel coperchiopoi di quello quadro dipinse Bronzino» Pigmalione , che fa orazio-ne a Venere, perché la sua statua, ricevendo lo spirito, s’ avvi-vi » e divenga ('come fece secondo le favole de’ poeti ) di carne,e d’ osta. In questo tempo, dopo molte fatiche , venne fatto aJacopo quello , eh’ egli aveva lungo tempo desiderato ; perciocchéavendo sempre avuto voglia d’ avere una casa , che fosse sua pro-pria , e non avere a stare a pigione , per potere abitare , e vive-re a suo modo , finalmente ne comperò una nella via della colonna,dirimpetto alle monache di santa Maria degli angioli.
Finito l’assedio, ordinò Papa Clemente a messer Ottavianode’ Medici, che facesse finire la sala del Poggio a Cajano . Perché G /; z j ata a ^ nireessendo morto il Francia Bigio » e Andrea del Sarto , ne su data U saia del Vogato .intieramente la cura al Puntormo , il quale fatti fare i palchi, e leturate , cominciò a fare i cartoni ; ma perciocché se n’ andava inghiribizzi» e considerazioni, non mise mai mano altrimenti ali’opera. Il che non sarebbe forse avvenuto » se soste stato in paeseil Bronzino , che allora lavorava ali’ Imperiale , luogo del ducad’ Orbino vicino a Peserò ; il qual Bronzino » sebbene era ognigiorno mandato a chiamare da Jacopo » non però si poteva a suaposta partire ; perocché avendo fatto nel peduccio d’una voltaali’ Imperiale un Cupido ignudo molto bello, e i cartoni per glialtri; ordinò il principe Guidobaldo > conosciuta la virtù di quelgiovane» d’essere ritratto da lui . Ma perciocché voleva esserefatto con alcune arme , che aspettava di Lombardia » il Bronzinosu forzato trattenersi più che non avrebbe voluto con quel prin-cipe » e dipignergli in quel mentre una casta d’arpicordo , chemolto piacque a quel principe ; il ritratto del quale finalmentefece il Bronzino » che fu bellissimo » e molto piacque a quel prin-cipe . Jacopo dunque scrisse tante volte » e tanti mezzi adoperò ,che finalmente fece tornare il Bronzino; ma non pertanto» nonsi potè mai indurre quest’ uomo a fare di quest’ opera altro » chei cartoni, comechè ne fosse dal magnifico Ottaviano » e dal duca qual* »en fietAlessandro sollecitato ; in uno de’quali cartoni, che sono oggi, per al,tr0 el}tila maggior parte in casa di Lodovico Capponi, è un Ercole, chefa scoppiare Anteo, in un altro una Venere , e Adone'; e in unacarta una storia d’ignudi, che giuocano al calcio . In questo mez-zo» aven»