684 Terza Parte.
ra ». e di cera» che sono in caia de’ nipoti in Urbino , assiti bel-lìgure al palatM l e . Ali’ Imperiale fece alcuni angeli di terra , i quali fece poi.Idi im^rtale . gettar di gesso , e mettergli sopra le porte delle stanze lavorate distucco nel palazzo nuovo , che fono molto belli. Fece al vescovoModelli di vasi . di Sinigaglia alcune bizzarrie di vasi di cera da bere , per farli poi
d’argento • E con più diligenza ne fece al Duca , per la sua ere-
ìnveryt-toni di »»<»- denza , alcuni altri belliiîìmi. Fu bellissimo inventore di mafehe-
fcherate . F-gte j e d’abiti » come si vide al tempo del detto Duca, dal quale
meritò, per le sue rare virtù , e buone qualità , essere assai ri-munerato . Essendo poi successo il Duca Guidobaldo suo figliuo-lo , che regge oggi, fece principiare dal detto Genga la chiesaChiesa di s. Gio, B*- di s. Gio. Batista in Pelato , eh’ essendo stata condotta , fecondousiam tesato. quel modello » da Bartolommeo suo figliuolo» è di bellissima ar-chitettura in tutte le parti » per avere aliai imitato 1’ antico , efattala in modo, eh’ eli’ è il più bel tempio» che sia in quelle parti ,siccome l’opera stessa apertamente dimostra , potendo stare al paridi quelle di Roma più lodate . Fu similmente per suo disegno » edopera , fatta da Bartolommeo Ammarinati Fiorentino scultore ,sepoltura del allora molto giovane» la sepoltura del duca Francesco Maria intramesto. s. Chiara d’Urbino » che per cosa semplice » e di poca spesa » riu-
scì molto bella . Medesimamente su condotto da lui Batista Fran-co pittore Veneziano a dipignere la cappella grande del duomod’ Urbino » quando per suo disegno si fece l’ornamento dell' or-gano del detto duomo » che ancor non è finito - E poco da poisubì lavori in Màn- avendo scritto il cardinale di Mantova al Duca» che gli dovessefava . mandare Girolamo » perché voleva raisettare il suo vescovado dì
quella città ; egli vi andò» erassettollo molto bene di lumi » e dìquanto desiderava quel Signore ; il quale oltre ciò volendo fareuna facciata bella al detto duomo » glie ne fece fare un modello, cheda luì fu condotto di tal maniera » che si può dire » che avan-zasse tutte 1’ architetture del suo tempo » perciocché si vede_,in quello grandezza » proporzione » grazia » e composizione bel-lissima . Essendo poi ritornato da Mantova » già vecchio » se n’ an-dò a stare a una sua villa nei territorio d’Urbino » dettale Valli»"Disegna dell» Con- per riposarsi» e godersi le lue fatiche; nel qual luogo, per nonvttsiortédi i.Paele . stare in ozio » fece di matita una conversione di s. Paolo » configure , e cavalli assai ben grandi > e con bellissime attitudini, laquale da lui con tanta pazienza » e diligenza fu condotta , che nonsi può dire , né vedere la maggiore , siccome appresso desti suoieredi si vede, da’quali è tenuta per colà preziosa, e carissima.Nel qual luogo stando con l’animo riposato » oppresso da una ter-ribile febbre » ricevuti eh’ egli ebbe tutti i Sacramenti desta Chie-tP e l~ sa , con infinito dolore di sua moglie , e de’suoi figliuoli » finì ilcorso di sua vita neliSSi- astili, di Luglio, d’età d’anni 75.in circa ; dal qual luogo essendo portato a Urbino, fu sepolto ono-rata»
Sua morte , etura in Urtino