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Tomo secondo.
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Vita di Girolamo, ed altri. 685rasamele nel vescovado , innanzi alla cappella di s. Martino , giàstata dipinta da lui, con incredibile dispiacere de’suoi parenti, edi tutti i cittadini . Fu Girolamo uomo sempre dabbene , in tanto e virin.

che mai di lui non (ì sentì cosa malfatta. Fu non solo pittore jscultore, e architettore, ma ancora buon musico. Fu bellissimoragionatore, ed ebbe ottimo trattenimento . Fu pieno di cortesia,e d’amorevolezza verso i parenti, ed amici • E quello di che me-liti non piccola lode, egli diede principio alla casa de i Gen-ghi in Orbino, con onore, nome, e facoltà. .Lasciò due figliuo- Stut figliuole.li , uno de’quali seguitò le sue vestigia, ed attese ali’ architettu-ra , nella quale, se dalla morte non fosse stato impedito, venivaeccellentissimo, siccome dimostravano li suoi principi : e l'altro,che attese alla cura famigliare , ancor oggi vive. Fu , come s’èdetto, foo discepolo Francesco Menzochi da Forlì I , il quale prima Allievi j Francese»cominciò , essendo sanciulletto , a disegnare da se, imitando , e M«nx.oebi .ritraendo in Forlì nel duomo una tavola di mano di Marco Par-migiano da Forlì, che vi se dentro una nostra Donna, s. Girola-mo , ed altri Santi, tenuta allora delle pitture moderne la miglio-re ; e parimente andava imitando 1’ opere di Rondinino z da Ra-venna , pittore più eccellente di Marco , il quale aveva poco in-nanzi messo ali’altar maggiore di detto duomo una bellissima ta-vola , dipintovi dentro Cristo , che comunica gli Apostoli ,ed in un mezzo tondo sopra, un Cristo morto; e nella predella didetta tavola storie di figure piccole de’fatti di s. Elena , moltograziose , le quali lo ridussero in maniera , che venuto , come ab-biamo detto , Girolamo Genga a dipingere la cappella di s. Fran-cesco di Forlì per M. Bartolommeo Lombardino, andò France- opere di questi.sco allora a stare col Genga, e da quella comodità d’imparare,non restò di servirlo , mentre che visse, dove e ad Urbino , eda Peserò, nell’ opera dell’ Imperiale , lavorò , come s’è detto,continuamente, stimato , e amato dal Genga, perché si portavabenissimo, come ne fan fede molte tavole di sua mano in Forlì,sparse per quella città, e particolarmente tre,che ne sono in s.Fran-cesco , oltre , che in palazzo nella sàia v’è alcune storie a fresco disuo. Dipinse per la Romagna molte opere: lavorò ancora in Ve-nezia ,

1 Di Francesco Menzochi nontrovo nè pur il nome ne II’ Abece-dario pittorico, il quale bensì ri-porta quello di Marco da Forlì,che egli chiama Marco salmeggia-no da Forlì, e poi non lo riportanell’indice de' calati, che si sareb-be potuto riscontrare . E certo diquesto Menzochi, avendone tantenotizie nel solo Vasari, poteva, e

doveva far menzione , come an-che del suo figliuolo Pietro Paolo .

2 Avverte il P. Orlandi nell’A.becedario suddetto , che la tavo-la , che il Vasari attribuisce quia Rondinello , o Rondinino , èdel detto Marco , e non di Ron-dinello , e cita per mallevadoreFrancesco Scandii da Forlì nelluo Microcosmo a fare. 281.