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Tomo secondo.
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686
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686 Terza Parte.

nezia per il reverendissimo patriarca Grimani , quattro quadrigrandi a olio , posti in un palco d’ un salotto , iti cala sua , attor-no a un ottangolo } che fece Francesco Salviati, ne’quali fono lestorie di Psiche, tenuti molto belli. Ma dove egli si sforzò disia-re ogni diligenza , e poter suo, su nella chiesa di Loreto , alla cap-pella del santissimo Sacramento) nella quale fece intorno a un ta-bernacolo di marmo , dove sta il Corpo di Cristo , alcuni angeli , enelle facciate di detta cappella due storie , una di Melchisedecche ,P altra quando piove la manna , lavorate a fresco ; e nella voltaspartì) con varj ornamenti di stucco , quindici storiette della pas-sione di Gesù Cristo ) che ne se di pittura nove , e sei ne fecedi mezzo rilievo , cosa ricca , e bene intesa , e ne riportò tale ono-re ) che non si partì altrimenti ) che nel medesimo lu^go fece un’altra cappella della medesima grandezza , di rincontro a quella > in-titolata nella Concezione , con la volta tutta di bellissimi stucchi,pietra Paolo Men• con ricco lavoro , nella quale insegnò a Pietro Paolo fao figliuolo ax.ochi suofiglio fitto- i av0 rargli, che gli ha poi fatto onore , e di quel mestiero è diven-tato pratichissimo . Francesco adunque nelle facciate fece a frescola Natività ) e la Presentazione di nostra Donna , e sopra saltarefece sant’ Anna ) e la Vergine col figliuolo in collo , e due angio-li) che sincoronano . E nel vero s opere sue sono lodate dagli artefi-ci^ parimente i costumi) e la vita sua menata molto cristianamente ,ed è vissuto con quiete , e godutosi quel eh’ egli ha provvisto con leBaUajsarre Lancia, sue fatiche. Fu ancora creato del Genga,BaldalTàrre Lancia da Urbi-no) il quale 5 avendo egli atteso a molte cose d’ingegno , s’è poiesercitato nelle fortificazioni ) e particolarmente per la signoria diLucca ) provvisionato da loro, nel qual luogo stette alcun tempo , epoi con s illustrissimo duca Cosimo de’Medici) venuto a servirlonelle sue fortificazioni dello Stato di Fiorenza 3 e di Siena , e 1 ’ haadoperato, e adopera a molte cose ingegnose , e affaticatosi onora-tamente ) e virtuosamente Baidasiane , n’ha riportato grate_»rimunerazioni da quel Signore . Molti altri servirono GirolamoGenga 5 de’ quali per non esser venuti in molto grande eccellenza ,non accade ragionarne .

Di Girolamo sopraddetto, essendo nato in Cesena s an-i 518.Bartolommeo) mentre, che il padre seguitava nel!’ esilio il Du-ca suo Signore , su da lui molto costumatamente allevato , e postopoi, essendo già fatto grandicello, ad apprendere gramatica_>,nella quale fece più che mediocre profitto . Dopo essendo ali’età di 18. anni pervenuto , vedendolo il padre più inclinato aldisegno , che alle lettere , lo fece attendere al disegno appresso diBartolommeo Cenga se circa due anni, i quali finiti, lo mandò a studiare il disegno ,»» . e la pittura a Fiorenza , là dove sapeva, che è il vero studio di

quest’ arte , per s infinite opere , che vi sono di maestri eccellen-ti , co-