688 Terza Parte.
partatnento di stanze , sopra la strada de’ Mercanti , dove oraabita il Duca , molto bello , con bellissimi ornamenti di porte ,di scale , e di cammini, delle quali cose fu eccellente architetto ;il che avendo veduto il Duca , volle , che anco nella corte d’ Ur-Crebfo il palano i? kìno facesse un altro appartamento di camere , quasi tutto nellafacciata, che è volta verso s. Domenico, il quale finito , riuscìil più bello alloggiamento di quella corte, ovvero palazzo, edil più ornato , che vi sia . Non molto dopo avendolo chiesto i si-AMemto da' 'Bolo- gnori Bolognesi , per alcuni giorni, al Duca , sua Eccellenza Iognefi . concedette loro molto volentieri. Ed egli andato, gli servi in quello
che volevano di maniera , che restarono sodisfattissimi, e a lui feceroinfinite cortesie . Avendo poi fatto al Duca, che desiderava di fa-Modeilo del porto di re un porto di mare a Peserò , un modello bellissimo , fu portatoi’esaro . a Venezia in casa del conte Gio. Jacomo Leonardi, allora amba-
sciadore in quel luogo del Duca , acciocché suste veduto da moltidella professione , che si riducevano spesso con altri belli ingegnia disputare , e far discorsi sopra diverse cose in casa del detto con-te , che fu veramente uomo rarissimo. Quivi dunque essendo ve-duto il detto modello , e uditi i bei discorsi del Genga , su da tuttisenza contrasto tenuto il modello artifizioso , e bello » e il maestro,che 1’aveva fatto, di rarissimo ingegno. Ma tornato a Peserò,non su messo il modello altrimenti in opera, perché nuove occa-. stoni di molta importanza levarono quel pensiero al Duca • Fece
Si.™ dijtgnì ì chie- - n g ue j tem p Q jj Oenga il disegno della chiesa di Monte l’Abate , equello della chiesa di s. Piero in Mondavio, che fu condotta a fi-ne da don Pier' Antonio Genga , in modo che , per cosa piccola,non credo, si possa veder meglio. Fatte queste cose , non passòmolto , eh' essendo creato papa Giulio III., e da lui fatto il Ducad’ Urbino capitano generale di santa Chiesa , andò sua Eccellen-visegnt di fortifica- za a Noma , e con essa il Genga ; dove volendo sua Santità forti-on.a. £ care Borgo , fece il Genga , a richiesta del Duca , alcunidisegni bellissimi , che con altri assai sono appresso di sua_>Eccellenza in Urbino. Per le quali cose divorandosi la fama diBartolommeo , i Genovesi, mentre eh’ egli dimorava col Ducain Roma, glie lo chiesero per servirsene in alcune loro fortifi-cazioni ; ma il Duca non lo volle mai concedere loro, né allo-ra, né altra volta, che di nuovo ne lo ricercarono , essendo tor-nato a Urbino.
AH’ ultimo essendo vicino il termine di sua vita , furonomandati a Pesaro, dal gran Mastro di Rodi, due cavalieri della^sdi Malia eKVal,e ^ oro re ^g^ one Gierosolimitana , a pregare sua Eccellenza , chevolesse concedere loro Bartolommeo , acciocché lo potessero con-durre nell’ isola di Malta, nella quale volevano fare , non purefortificazioni grandissime per potere difendersi da’Turchi, ma
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