Vita di Michele Sammichele . 703
dell’ animo pari alla nobiltà 1 . Fu similmente opera di Micheleil bellissimo palazzo , eh’ hanno in Verona i signori conti da Ca- ^ vcrt " k
nossa , il quale fu fatto edificare da monsignor reverendissimo di '
Bajus , che fu il conte Lodovico Canossa» uomo tanto celebratoda tutti gli Scrittori de’ suoi tempi . Al medesimo monsignoreedificò Michele un altro magnifico palazzo nella villa di Grezzanosul Veronese. D’ordine del medesimo su rifatta la facciata de'conti Bevilacqua » e rassettate tutte le stanze del castello di det-ti signori, detto la Bevilacqua. Similmente fece in Verona lacasa, e facciata de’ Lavezzoli, che fu molto lodata ; e in Vi- In .nezia murò da i fondamenti il magnifico, e ricchissimo palazzode’ Comari , vicino a fan Polo : e rassettò un altro palazzo,pur di casa Cornara, che è a san Benedetto ali’ Albore, per mes-ser Giovanni Comari, del qual’era Michele amicissimo » e sucagione , che in questo dipignesse Giorgio Vasari nove qua- . ..
dri a olio per lo palco d’ una magnifica camera tutta di ta/^clrnaro 1 .""gnami intagliati, e messi d’ oro riccamente . Rassettò medesi-mamente la casa de’ Bragadini, riscontro a santa Marina , e_*la fece comodissima , ed ornatissima : e nella medesima cittàfondò , e tirò sopra terra » secondo un suo modello » e con spesaincredibile , il maraviglioso palazzo del nobilissimo M. GirolamoGrimani » vicino a s. Luca » sopra il canai grande . Ma non potèMichele, sopraggiunto dalla morte, condurlo egli stesso a fine,e gli altri architetti presi in suo luogo da quel gentiluomo, in mol-te parti alterarono il disegno, e modello del Sammichele. Vicino aCastel Franco » ne’ confini fra il Trivisano » e Padovano , su mura- ^ ca tj e i branco itito » d’ ordine dell’ istesso Michele, il famosissimo palazzo de’ So- Veneziano .ranzi, dalla detta famiglia detto la Soranza ; il quale palazzo ètenuto» per abituro di villa» il più bello» e più comodo» cheinsino allora suste stato fatto in quelle parti. E a Piombino in con-tado fece la casa Cornata » e tante altre fabbriche private » chetroppo lunga storia sarebbe volere di tutte ragionare ; basta averfatto menzione delle principali . Non tacerò già » che fece le * ece P orît de'pa-bellissime porte di due palazzi » l’una fu quella de’ rettori, e ^dnpodestàìnVero'-del capitano » e I’ altra quella del palazzo del podestà » amen- .due in Verona » e lodatissime ; sebbene quest’ ultima » che èd’ordine Jonico » con doppie colonne» ed intercolonnj ornatissi-mi, ed alcune Vittorie ne eli angoli ; pare, per la bassezza.. ... ,, -
del luogo, dove e posta» alquanto nana» estendo massimamente s e p r a unndi effe.senza piedistallo » e molto larga per la doppiezza delle colonne ;ma così volle M- Giovanni Delfini, che la se fare . Mentre,.,che Michele si godeva nella patria un tranquill’ozio, e sonore,e riputazione » che le sue onorate fatiche gli avevano acquistate ,
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1 Vedi i Dialoghi sopra le tre arti a cart. p 3.