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Tomo secondo.
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Donò un suo quadroa Leone X. e he lo fe-ce cavaliere .

Tavola in s. Vran-cai co di Siena .

Altri lavori in quel-la città .

Pitture a fresco nelrefettorio degli Oli-v et ani fuor di Do-rema .

Vince un palio a Do-cenza , ed è quasi la-pidate dal popolo .

716 Terza Parte.

E perché la fortuna ha cura de matti, ed ajuta alcuna volta gl i spen-sierati, gli venne fatto un bellissimo corpo di femmina, ed una tessa»che spirava ; la quale opera finita , per mezzo d' Agostino Ghigi »eh aveva stretta servitù col Papa , la donò a sua Santità, dalla qualesu fatto cavaliere , e rimunerato di così bella pittura ; onde Gso-Antonio, parendogli essere fatto grand uomo , cominciò a nonvolere più lavorare , se non quando era cacciato dalla necessità .Ma essendo andato Agostino per alcuni suoi negozj a Siena , edavendovi menato Gio- Antonio » nel dimorare fu forzato , essen-do cavaliere senza entrate , mettersi a dipignere , e così fece unatavola , dentrovi un Cristo deposto di croce, in terra la nostraDonna tramortita , e un uomo armato, che voltando le spalle , mo-stra il dinanzi nel lustro d una celata, che è in terra , lucida comeuno specchio ; la quale opera, che su tenuta , ed è delle migliori»che mai facesse costui, fu posta in s. Francesco a man destra, en-trando in chiesa . Nel chiostro poi, che è a lato alla detta chiesa »fece in fresco Cristo battuto alla colonna, con molti Giudei dintor-no a Pilato , e con un ordine di colonne tirate in prospettiva a usodi cortine; nella qualopera ritrasse Gio. Antonio se stesso senzabarba , cioè raso , e con i capelli lunghi, come si portavano allo-ra . Fece non molto dopo al sig. Jacopo sesto di Piombino, al-cuni quadri, e standosi con esso lui in detto luogo, alcunaltrecose in tele ; onde col mezzo suo , oltre a molti presenti , e cor-tesie , ehebbe da lui, cavò della sua isola dellElba molti ani-mali piccoli, di quelli che produce quel!' isola , i quali tutti con-dusse a Siena . Capitando poi a Firenze un monaco deBrandoliniabate del monastero di monte Olivete» » che è fuori della porta dis. Friano, gli fece dipignere a fresco nella facciata del refettorioalcune pitture . Ma perché, come stracurato, le fece senza stu-dio, riuscirono fatte, che su uccellato, esatto beffe delle suepazzie da coloro, che aspettavano, che dovesse fare qualche operastraordinaria . Mentre dunque , che faceva quell opera, avendomenato seco aFiorenzaun cavai barbero, lo messe a correre il pa-lio di s. Bernaba , e come volle la sorte , corse tanto meglio de glialtri, che lo guadagnò; onde avendo i fanciulli a gridare, comefi costuma, dietro al palio, e alle trombe, il nome, o cognomedel padrone del cavallo, che ha vinto, su dimandato Gio. An-tonio , che nome si aveva a gridare , ed avendo egli risposto : Sod-doma » Soddoma , i fanciulli così gridavano . Ma avendo udito co- sporco nome certi vecchi dabbene , cominciarono a farne rumo-re , e a dire : Che porca cosa , che ribalderia è questa , che si gri-di per la nostra città così vituperoso nome ? Di maniera , che man- poco , levandosi il rumore , che non fu da i fanciulli, e dallaplebe lapidato il povero Soddoma, e il cavallo, e la bertuccia,

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