Vita di Bastiamo detto Arist. 723a persuasione di Giorgio Vasari suo amicissimo , ritratto in un qua- Q ttte t nru*t dipintedro a olio di chiaroscuro , che su mandato , per mezzo di mon- in un quadro a oh»signor Giovio, al re Francesco di Francia, che 1 ’ ebbe cari ili- mandato in frana».
mo, e ne diede premio onorato al Sangallo. E ciò fece il Va-
sari , perché si conservasse la memoria di quel!’ opera 1 , attesoche le carte agevolmente vanno male . E perché si dilettò dunqueArilìotile nella sua giovanezza , come hanno fatto gli altri di casasua , delle cose d' architettura , attese a misurar piante di edi- sì diletti d' archi-
fizj, e con molta diligenza alle cose di prospettiva . Nel che fare tettar*,
gli su di gran comodo un suo fratello , chiamato Gio- Francesco,il quale , come architettore , attendeva alla fabbrica di s. Pierosotto Giuliano Leni provveditore . Gio. Francesco dunque aven-do tirato a Roma Arilìotile , e servendosene a tener conti in ungran maneggio , che aveva di fornaci, di calcine , di lavori,pozzolane, e tufi, che gli apportavano grandissimo guadagno ,si stette un tempo a quel modo Bastiano senza far’altro , che di-segnare nella cappella di Michelagnolo, ed andarsi trattenendo » In Rem» difi*nanil-per mezzo di M. Giannozzo Pandolfini vescovo di Troja , in casa j* ^oio^ AIuht ~di Rastrello da Orbino ; onde avendo poi Raffaello fatto al dettovescovo il disegno per un palazzo , che voleva fare in via di San-gallo in Fiorenza , su il detto Gio Francesco mandato a metterlo *
in opera , siccome fece, con quanta diligenza è possibile, che "" ^
un'opera cosi fatta si conduca - Ma Panno 1530. essendo mortoGio. Francesco , e stato posto P assedio intorno a Fiorenza , sirimase , come diremo, imperfetta quel!' opera , ali’ esecuzionedella quale fu mesto poi Arilìotile suo fratello , che se n’ era mol-ti, e molti anni innanzi tornato , come si dirà , a Fiorenza-. ,avendo sotto Giuliano Leni sopraddetto, avanzato grossa sommadi danari nelP avviamento , che gli aveva lasciato in Roma il fra- ^ "
tello ; con una parte de’ quali danari comprò Arilìotile , a_jpersuasione di Luigi Alamanni, e Zanobi Buondelmonti suoi ami-cissimi , un sito di casa dietro al convento de’ Servi, vicino adAndrea del Sarto ; dove poi, con animo di tor donna , e ripo-sarsi , mutò un’aliai comoda casetta . Tornato dunque a FiorenzaArilìotile, perché era molto inclinato alla prospettiva, alla qua-le aveva atteso in Roma sotto Bramante, non pareva, che quasisi dilettasse d’altro ; ma nondimeno , oltre al fare qualche ri-tratto di naturale, colorì a olio in due tele grandi il mangiare sue pitture mfiortn-il pomo d’Adamo, e d’Eva, e quando sono cacciati di Para-*"*^”^ " 'dilo ; il che fece secondo , che aveva ritratto dal!’ opere di Mi-chelagnolo , dipinte nella volta della cappella di Roma; le qualidue tele d’Arilìotile gli furono , per averle tolte di peso dal det-
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1 Tuttavia di questo cartone figure intagliate in rame da Mar-non rimangono se non pochissime cantonio, e rifatte poi da altri.