Altri btvri in Tioreitta ben condotti
Suoi quadri mandatiin Inghilterra .
Si dì alla architet-tura ,
*■ -A' approfitto con lafr.ifjjfc d' Andreadel Sarto .
Dalla prosofttiva ,acquilo gran cre-dito .
724 Terza Parte.
to luogo, poco lodate. Ma ali’incontro gli su ben lodato tuttoquello j che fece in Fiorenza nella venuta di Papa Leone , facendoin compagnia di Francesco Granacci un arco trionfale, dirimpettoalla porta di Badia , con molte storie , che fu bellistino . Pari-mente nelle nozze del duca Lorenzo de’ Medici fu di grandeajuto in tutti gli apparati, e midi riamente in alcune prospettiveper commedie , al Francia Bigio » e Ridosso Grillandajo , cheavevano cura d’ ogni cosa . Fece dopo molti quadri di nostre.»Donne a olio, parte di sua fantasia , e parte ritratte da opered’altri; e fra 1’altre ne fec ' una simile a quella , che Raffaellodipinse al popolo in Roma , dove la Madonna cuopre il puttocon un velo, la quale ha oggi Filippo dell’Antella : un’altra nehanno gli eredi di M- Ottaviano de’ Medici , insieme col ri-tratto del detto Lorenzo, il quale Aristotile ricavò da quello,che aveva fatto Rastrello. Molti altri quadri fece ne’ medesimitempi, che furono mandati in Inghilterra . Ma conoscendo Ari-stotile di non avere invenzione, e quanto la pittura richieggiastudio, e buon fondamento di disegno , e che per mancar diqueste parti, non poteva gran fatto divenire eccellente , si ri-solvè di volere , che il suo esercizio suste l’architettura , e laprospettiva, facendo scene da commedie a tutte 1’occasioni , chese gli porgessero , alle quali aveva molta inclinazione . Ondeavendo il già detto vescovo di Troja rimesso mano al suo palaz-zo invia di Sangallo, n’ebbe cura Aristotile, il quale col tem-po lo condusse con molta sua lode al termine, che si vede. Intanto avendo fatto Aristotile grande amicizia con Andrea delSarto suo vicino, dal quale imparò a fare molte cose perfetta-mente , attendendo con molto studio alla prospettiva; onde poifu adoperato in molte feste , che si fecero da alcune compagniedi gentiluomini, che in quella tranquillità di vivere erano allora inFirenze. Onde avendosi a fare recitare dalla Compagnia della Caz-zuola, in casa di Bernardino di Giordano, al cinto a Monteloro, laMandragola, piacevolistima commedia 1 , fecero la prospettiva, chefu belliilì na , Andrea del Sarto , e Aristotile . E non molto do-po , alla porta 8. Fidano , fece Aristotile un’altra prospettiva incasa di Iacopo fornaciaio, per un’ altra commedia del medesimoautore ; nelle quali prospettive , e scene, che molto piacqueroali’ universale , e in particolare ai signori Alessandro , e Ippolito de’Medici , che allora erano in Fiorenza sotto la cura di SilvioPasserini, cardinale di Cortona, acquistò di maniera nome Ari-stotile ,
1 La Mandragora è una dellecommedie composte dal SegretarioFiorentino, cioè da Niccolò Ma-chiavelli ; 1’ altra su la Clizia , am-
bedue piacevoli, e ben distese , econdotte con tutta 1’ arte j ma am-bedue sporche , ed empie , e dadetestarsi.