72 6 Terza Parte.
favorito) pensò di farlo capitar male nell’ apparato di quella com-media. Costui dunque) là dove terminavano le scale della pro-spettiva ) e il palco della scena , fece da ogni banda delle cortinedelle mura gettare in terra diciotto braccia di muro per altez-za ) per rimurare dentro una stanza a uso di scarsella ) che sustea stài capace ) e un palco alto ) quanto quello della scena , il qua-le serviste per la musica di voci ; e sopra il primo voleva fare unaltro palco per gnavicembali ) organi, ed altri simili istrumen-ti) che non si possono così facilmente muovere ) nè mutare; e ilvano ) dove aveva rovinato le mura dinanzi , voleva che suste co-perto di tele dipinte in prospettiva s e di casamenti ; il che tuttopiaceva ad Aristotile, perché arricchiva la scena , e lasciava li-bero il palco di quella da gli uomini della musica . Ma non_,piaceva già ad esso Aristotile ) che il cavallo, che sosteneva iltetto ) il qual’era rimalo lenza le mura disotto) che il regge-vano ) si accomodasse altrimenti } che con un arco grande , e dop-pio ) che suste gagliardissimo , laddove voleva Lorenzo , che susteretto da certi puntelli) e non da altro 5 che potesse in niun mo-do impedire la musica. Ma conoscendo Aristotile , che quellaera una trappola da rovinare addosso a una infinità di persone,non si voleva in questo accordare in modo veruno con Lorenzo,il quale in verità non aveva altro animo , che d’uccidere in quel-Aechetntf dal Vasa- la rovina il Duca . Perché vedendo Aristotile di non poter met-ri ‘ tere nel capo a Lorenzo le sue buone ragioni, aveva deliberato
di volere andarsi con Dio . Quando Giorgio Vasari, il quale al-lora , benché giovanetto, stava al servizio del duca Aleslàndro,ed era creatura d’Ottaviano de’Medici, sentendo, mentre di-pigneva in quella scena, le dispute , e dispareri, eh’ erano fraLorenzo, ed Aristotile , si mise destramente di mezzo; e uditol’uno, e P altro, ed il pericolo , che seco portava il modo di Lo-renzo , mostrò , che senza fare 1’ arco , o impedire in altra guisail palco delle musiche, si poteva il detto cavallo del tetto assaifacilmente accomodare , mettendo due legni doppj di quindicibraccia l’uno, perla lunghezza del muro, e quelli bene allac-ciati con spranghe di ferro allato agli altri cavalli , sopra essi po-sare sicuramente il cavallo di mezzo , perciocché vi stava sicurissi-mo , come sopra l’arco avrebbe fatto, né più , né meno- Ma nonvolendo Lorenzo credere nè ad Aristotile , che 1’ approvava , nèa Giorgio, che il proponeva , non faceva altro, che contrapporsicon sue cavillazioni , che facevano conoscere il suo cattivo animoad ognuno. Perché veduto Giorgio, che disordine grandissimopoteva di ciò seguire , e che questo non era altro , che un vole-re ammazzare zoo. persone, disse , che voleva per ogni mododirlo al Duca, acciocché mandasse a vedere , e provvedere al tut-to;