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Tomo secondo.
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Vita di Bastiano detto Arist. 727to; la qual cosa sentendo Lorenzo, e dubitando di non scoprirsi ,dopo molte parole diede licenza ad Aristotile , che seguisse ilparere di Giorgio» e così fu fatto . Questa leena dunque fu lapiù bella, che non solo insino allora avesse fatto Aristotile, mache suste stata fatta da altri giammai, avendo in essa fatto moltecantonate di rilievo, e contraffatto nel mezzo del foro un bel-lissimo arco trionfale, finto di marmo , pieno di storie, e di sta- c

tue , senza le strade , che sfuggivano, e molt altre cose fatte conbellissime invenzioni, e incredibile studio, e diligenza . Essen-do poi stato morto dal detto Lorenzo il duca Aleslàndro , e crea-to ildu:a Cosimo Tanno izzò. quando venne a marito la signoradonna Leonora di Toledo, donna nel vero rarissima , e di gran-de , e incomparabile valore , che può a qual sia più celebre , efamosa nelT antiche storie senza contrasto agguagliarsi, e perav-ventura preporsi ; nelle nozze , che si fecero a 27. di Giugno ,l'anno 1 5 Z9- fece Aristotile nel cortile grande del palazzo de' Me-dici , dove è la fonte , un altra scena , che rappresentò Pisa, nel- Bellifma scena perla quale vinse se stesso , sempre migliorando , e variando ; onde non le nozze del ducaè potàbile mettere insieme mai ne la più variata sorta di finestre ,e porte, facciate di palazzi più bizzarre , e capricciose,strade, o lontani, che meglio sfuggano, e facciano tutto quello,che T ordine vuole della prospettiva. Vi fece oltra di questo il Descrizione della-,campanile torto del duomo, la cupola , e il tempio tondo di s. Gio- s ctm -vanni, con altre colè di quella città . Delle scale , che fece inquesta, non dirò altro , quanto rimanessero ingannati, pernon parere di dire il medesimo, che s è detto altre volte . Diròbene, che questa, la quale mostrava salire da terra in fu quelpiano, era nel mezzo a otto facce, e dalle bande quadra , conartifizio nella sua semplicità grandissimo ; perché diede tanta gra-zia alla prospettiva di sopra, che non è potàbile in quel genereveder meglio . Appresso ordinò con molto ingegno una lanternadi legname a uso d'arco , dietro a tutti i casamenti, con un Solealto un braccio , fatto con una palla di cristallo, piena d acquastillata, dietro la quale erano due torchi accesi, che la facevanoin modo rifplendere , ehella rendeva luminoso il cielo della sce-na, e la prospettiva in guisa, che pareva veramente il Sole vi-vo, e naturale. E questo Sole, dico, avendo intorno un orna-mento di razzi doro, che coprivano la cortina, era di mano inmano per via d un arganetto , eh era tirato con fatt ordine ,che a principio della commedia pareva, che si levasse il Sole , e chesalito insino al mezzo dell arco, scendeste in guisa, che al finedella commedia entrasse sotto, e tramontasse . Compositore della co-media fu Antonio Landi, gentiluomo Fiorentino, e sopra inter-medi , e la musica su Gio. Batista Strozzi, allora giovane, e di

belisi-