Livori d' Arijlotilein Roma .
A Cajlrt .
Scene in Roma .
730 Terza Parte.
a sua Eccellenza , che di tutto il remunerò largamente . E dopo ,quali ogni anno j fece qualche scena » e prospettiva per le comme-die , che si facevano per carnovale , avendo in quella maniera dipitture tanta pratica, e ajuto dalla natura , che aveva disegnatovolere scriverne , e insegnare ; ma perché la cosa gli riuscì piùdifficile 5 che non s’aveva pensato, se ne tolse giù, e massima-mente essendo poi stato da altri , che governarono il palazzo ,fatto fare prospettive dal Bronzino, e Francesco Salviati, comesi dirà a suo luogo . Vedendo adunque Aristotile essere passatimolti anni, ne' quali non era stato adoperato, se n'andò a Ro-ma a trovare Antonio da Sangallo suo cugino, il quale , subitoche su arrivato , dopo averlo ricevuto, e veduto ben volentieri ,lo mise a sollecitare alcune fabbriche con provvisione di icudidieci il mese, e dopo Io mandò a Castro, dove stette alcuni mesidi commessone di papa Paolo III., a condurre gran parte di quellemuraglie, secondo il disegno , e ordine d’Antonio . E concio-fussechè Aristotile, essendosi allevato con Antonio da piccolo,e avezzatosi a procedere seco troppo fàmigliarmente , dicono , cheAntonio lo teneva lontano, perché non si era mai potuto avezza-re a dirgli Voi-, di maniera, che gli dava del Tu 1 , sebben suste -ro stati dinanzi al Papa , non che in un cerchio di Signori, e gen-tiluomini , nella maniera che ancor fanno altri Fiorentini a vez-zi ali’ antica, e a dar del tu ad ognuno , come fossero da Norcia ,senza sapersi accomodare al vivere moderno, secondo che fannogli altri, e come I’ usanze portano di mano in mano ; la qual co-là , quanto paresse strana ad Antonio, avezzo a essere onorato dacardinali, e altri grand’ uomini , ognuno se lo pensi . Venutadunque a fastidio ad Aristotile la stanza di Castro, pregò Anto-nio , che lo facesse tornare a Roma , di che lo compiacque Anto-nio molto volentieri, magli dilse, che procedesse seco £on altramaniera , e miglior creanza , massimamente là dove fossero in pre-senza di gran personaggi. Un anno di carnovale, facendo in Ro-ma Ruberto Strozzi banchetto a certi Signori suoi amici, e aven-dosi a recitare una commedia nelle sue case, gli fece Aristotile nel-la sala maggiore una prospettiva ( per quanto si poteva in strettoluogo ) bellissima, e tanto vaga, e graziosa, che fra gli altri ilcardinal Farnese non pure ne restò maravigliato , ma glie_>ne fece fare una nel suo palazzo di san Giorgio , dov’ è la can-celleria , in una di quelle sale mezzane , che rispondono in_,sul giardino , ma in modo che vi stesse ferma , per pote-re ad
1 Questo trattamento per Tu èrimase a’ Napoletani . Certo cheal presente passa per rozzezza , einciviltà, ma è più naturale, e ha
un carattere d’amorevolezza , edi sincerità . I Latini, e gli altriantichi lo mantennero , perché lorichiede la Natura.