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„ pag- 278. nella Descrizione delle chiese di Ferrara, gì’ incarica un.,, Opera insigne nella chiela di s. Domenico di Bologna alla cappella,, di s. Stefano , e farà quella la medesima, che si vuol indicare dal Va-„ fari, allora che dice essere stato Galasso condotto a Bologna da al-„ cuni frati di s. Domenico per lavorare a olio una cappella in detta„ chiesa , donde il grido diluì crebbe insieme col credito. Questanotizia però non si trova in tutte le stampe del Vasari, ma solamen-te nell’ edizion prima fatta in Firenze 1 ’ anno 1550. onde io non sopenetrar la cagione, perché poi ristampando l’Opera Tanno 1568.parlando di Galasso se la sia passata in poche lettere , tacendo il giàdetto con lode , facendone una mescolanza con varj altri suoi coe-tanei , e mendicandone T occasione , come per grazia , in caso difar parole di Niccolò Aretino , il quale nulla con essi ha che fare; delche duolsi il conte Malvasia nelle Vite de’ pittori Bolognesi (part.i.,, c. 19. ) nè io posso a meno di non accordarmi con eflo lui .
„ Ma questo basti intorno a Galasso, il quale e di se, e della sua vir-,, tu lasciò vive memorie per vivere immortale nella ricordanza de-„ gli uomini, e su le carte degli Scrittori, e potè vedere il profitto„ desti suoi integriamomi nel suo famoso discepolo Cosmo Tura, di,, cui più oltre saremo menzione,
Nota Detto : Cosrnè del Tura .
„ Morì dunque egli carico d’età in Ferrara, dove nel suo fine„ di vivere s’ era ritirato , e fu collocato il suo cadavere nella pa-„ rocchiale di s. Gregorio , nella cui contrada è cosa facile, che abi-„ tasse . L’ età sua non fu minore di 65. anni, fattone il ragguaglio„ dalT anno 1404. quando dipinse in s. Maria di mezzo , che non po-„ teva certamente essere in lui meno del vigesimo , per sapere così„ esattamente colorire , fino ali’ anno 1450. allorché dipinse in 5. Ma-„ ria del monte T Assunta da noi sopra mentovata ; dal che aperta-„ mente comprende!! , esser falsa T asserzione di alcuni , che lo vor-„ rebbero coetaneo , anzi discepolo di Lorenzo Costa, il qual viste nelT„ anno 1490.
„ Quindi appare eziandio T abbaglio del Vasari, il quale nella pri-,, ma edizione asserì, che Galasso per non esser molto regolato nel„ viver suo , non durò molto tempo in vita , e passò ali’ altro Mondo„ circa il cinquantesimo anno del viver suo , onorato dopo la morte„ da uno amico di quest’ epitaffio,
Galassus Ferrarjen.
Sian tanto studio Tstaturam iwitatus , & arte ,
Dum pingo , rerum qua creat illa parens ;
Hac ut fave quidem non piBa putaverit a me ,
[e ciediderit [ed generata magis.
„ Ebbe egli bensì coetaneo un altro pittore valentuomo nella pro-„ fessone , e fu maestro Antonio Alberti ;
Nota . Manca nell'Mbecedarìo pittorico .
,, di cui qui dopo esporremo la Vita , quando non vogliamo dire,„ che fossero amendue compagni, e da una medesima scuola usciti,
D 2 „con-