Band 
Tomo secondo.
Seite
27
JPEG-Download
 

»

27

pag- 278. nella Descrizione delle chiese di Ferrara, incarica un.,, Opera insigne nella chiela di s. Domenico di Bologna alla cappella,, di s. Stefano , e farà quella la medesima, che si vuol indicare dal Va- fari, allora che dice essere stato Galasso condotto a Bologna da al- cuni frati di s. Domenico per lavorare a olio una cappella in detta chiesa , donde il grido diluì crebbe insieme col credito. Questanotizia però non si trova in tutte le stampe del Vasari, ma solamen-te nell edizion prima fatta in Firenze 1 anno 1550. onde io non sopenetrar la cagione, perché poi ristampando lOpera Tanno 1568.parlando di Galasso se la sia passata in poche lettere , tacendo il giàdetto con lode , facendone una mescolanza con varj altri suoi coe-tanei , e mendicandone T occasione , come per grazia , in caso difar parole di Niccolò Aretino , il quale nulla con essi ha che fare; delche duolsi il conte Malvasia nelle Vite de pittori Bolognesi (part.i.,, c. 19. ) io posso a meno di non accordarmi con eflo lui .

Ma questo basti intorno a Galasso, il quale e di se, e della sua vir-,, tu lasciò vive memorie per vivere immortale nella ricordanza de- gli uomini, e su le carte degli Scrittori, e potè vedere il profitto desti suoi integriamomi nel suo famoso discepolo Cosmo Tura, di,, cui più oltre saremo menzione,

Nota Detto : Cosrnè del Tura .

Morì dunque egli carico detà in Ferrara, dove nel suo fine di vivere s era ritirato , e fu collocato il suo cadavere nella pa- rocchiale di s. Gregorio , nella cui contrada è cosa facile, che abi- tasse . L età sua non fu minore di 65. anni, fattone il ragguaglio dalT anno 1404. quando dipinse in s. Maria di mezzo , che non po- teva certamente essere in lui meno del vigesimo , per sapere così esattamente colorire , fino ali anno 1450. allorché dipinse in 5. Ma- ria del monte T Assunta da noi sopra mentovata ; dal che aperta- mente comprende!! , esser falsa T asserzione di alcuni , che lo vor- rebbero coetaneo , anzi discepolo di Lorenzo Costa, il qual viste nelT anno 1490.

Quindi appare eziandio T abbaglio del Vasari, il quale nella pri-,, ma edizione asserì, che Galasso per non esser molto regolato nel viver suo , non durò molto tempo in vita , e passò ali altro Mondo circa il cinquantesimo anno del viver suo , onorato dopo la morte da uno amico di quest epitaffio,

Galassus Ferrarjen.

Sian tanto studio Tstaturam iwitatus , & arte ,

Dum pingo , rerum qua creat illa parens ;

Hac ut fave quidem non piBa putaverit a me ,

[e ciediderit [ed generata magis.

Ebbe egli bensì coetaneo un altro pittore valentuomo nella pro- fessone , e fu maestro Antonio Alberti ;

Nota . Manca nell'Mbecedarìo pittorico .

,, di cui qui dopo esporremo la Vita , quando non vogliamo dire, che fossero amendue compagni, e da una medesima scuola usciti,

D 2con-