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Tomo secondo.
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farci comprendere il maestro , dal quale 6 ala sto apprendeste i prin- cipj dell arte ; ed io lo stimerei Bolognese , e uno degli artefici più tollerabili di queiletà ,(è fece, mercé i suoi documenti, un disce- polo ,che si rendè commendabile da varj autori col titolo d'egreglo, e d'insigne, come si può leggere nelle Deche di Bologna di fr. Lean- dro Alberti. E che il di lui maestro fosse Bolognelè , può dedursi e dall essere in quella chiarissima città allignata, anco ne tempj,, più antichi, la pittura , e dalla lunga dimora colà fatta da Galasso. Questo si sa di certo, che da Venezia portò a Ferrara la maniera di colorire a olio , e che perciò divenne più grato nella sua patria , di quel che si fosse da prima .

Illustrò il suo nome in Bologna ( Vas. t. x. c. 191. ) quando di- pinse a concorrenza di Jacopo e Simone pittori Bolognesi , e d un,, Cristoforo,per quanto dicono, da Modona , in una chieta detta la t'tf. sa di mezjzo, 0 Bottazjo , e in altro modo sanila Maria de Media rat -,, ta fuori della porta di s. Mamolo,varie cose a fresco piene di copio-,, si , e strani motivi, con attitudini non meno proprie , che vere , ei-,, primendovi la tormentosa Passione di Cristo nostro Signore , molto,, diligentemente disposta , e con molta vivacità , e minutezza colo- rita , per quanto importava la maniera di que 11 età , non da altro,, conoscendosi che sia sua fatica , se non dal nome sottoscrittovi : Ga~ lajsus de Ferrarla ; opera che per essersi sempre mantenuta spiruo- fa dall anno 1404. in cui fu colorita , fino al d oggi , come fre- fca , e nuova viene visitata e ammirata , non mancandovi chi la creda latta a olio .

,, Di non minore estimazione è degna la tavola , eh è nella fagre- stia della chiesa della Madonna delle Rondini , la quale siccome fino,, a suoi tempi fu dichiarata famosa , così eziandio al giorno d og- gi considerandola come va considerata, non è meno pregievole,, ( Malvezzi pitture 184. )

,, Per la stretta amicizia , eh egli ebbe con Niccolò Aretino fculto- re, che venne a mancare , con suo estremo cordoglio , in Bologna,, 1 anno 1417. Galasso fece per memoria il ino ritratto , che poi dal,, Vasari fu posto a suo luogo .

,, Chi potesse vedere le opere daini fatte in tutto il tempo del suo vivere , che non fu breve , mi persuado , che eziandio in maggio- re estimazione terrebbe il di lui nome, se vivendo valesse a farsi strada nel concetto degli uomini di maggior rango. Piacque asiai il suo modo di dipingere ai Greco cardinal Beflàrione , che ne 11 an- no 1450. era Legato di Bologna ; laonde apoggiò alla vivacità del di lui pennello una grand Opera , e su di dipingere fuori di Bo- logna , nella chiesa della Madonna del monte , Maria Vergine assun- ta al Cielo con non poco numero di figure , dove si Vede il ritratto di esso cardinale in abito monacale di s. Basilio , e quello, dopo lui,,, di Niccolò Perotto in età giovenile , il quale pur resse la Chiesa ar« civelcovale di Siponto,e fu uomo nelle Greche e nelle Latine lettere versatissimo , che meritò la corona d alloro in Bologna per mano,, di Federico II. Imperadore , e eh era con Galasso avvinto duna strettissima amicizia ( Sarnelli vesc. Sipont. c. 305. )

Facendo menzione di questo pittore Marc Antonio Guatin!

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