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Tomo secondo.
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viene annoverato fra li pittori Bolognesi ( Bol. perlufir. s. 725. let. C. ) siccome Io scrive Michelagnolo Biondo ( Tstobil. Tilt. c. 18.)

Fu senza dubbio Ottavio Costa Ferrarese il padre di Loren-zi zo , la di cui Vita prendiamo ora a scrivere . Questi fino dalla sua fanciullezza datosi a vedere inclinato a dipingere , Iasciosti traspor-ci tare da nobil genio, dove più risonava la fama dell opere di0, F. Filippo Benozzi pittore Fiorentino .

Nota . Credo , che voglia dire : BenoxxP GozxPli > 0 fr. Filippo Lip-pi, de'quali scrive la Vita il Vasari tom.x. a e-140.e 37 i.percbèsr.Filip-po Benoxstì non è stato al Mondo , che io sappia .

La sua andata a Firenze ad onta , e di nascosto , talmente oppres- se 1 animo di suo padre, che per dolore cadendo in grave infirmi- , venne poco dopo a morire . Questa libertà, cercata sorse da Lo-5, ronzo, fece che, piacendogli assai quel tranquillo, e serenissimo clima , per molti mesi si trattenne in Firenze , introducendosi nella bramata scuola del Benozzi, studiando con tutta applicazione su le di lui opere per venire in istato col tempo dimitare quel grand ar-,, tefice massimamente nella franchezza di ritrarre al naturale j e seli- cernente in poco tempo gli riuscì l'intenzione .

Ma sforzato dalla deplorabile povertà , in cui giaceva, non essen-,, do colà sovvenuto da alcuno, anzi essendo piuttosto dalli condi-,, scepolì invidiato, mutò consiglio, e si rifosse di ritornarsene a Ferrara sua patria, per applicare ad altro esercizio di maggiore utilità , essendo pur troppo vero , che secondo Orazio Od.24. libr.j.

Magnum pauperies opprobrium : jubetQuidvis iS facere , (s* pati ,

Virtutisque viam deserit ardua .

Non però tale su la risoluzione di Lorenzo , che della prima no- bile inclinazione alla pittura non gli rimanesse in mente qualche porzione ; essendo che gli abiti dell animo, sieno buoni, sieno rei, difficilmente si lasciano . Fu però gran disposizione di Dio, che nel suo ritorno da Firenze a Ferrara passasse per Bologna ,,, città, la quale sempre in ogni genere di virtù , ma specialmente in pittura , ha prodotti ingegni di grande eccellenza . Quivi dunque, essendo di passaggio il Costa , dando docchio a caso ad alcune pit ture di Francesco Francia , insigne pittore di que tempi , tanto se ne invaghì, che andando a ritrovarlo , dove operava , stabilì di ri- maner seco in Bologna, ed ebbe 1 onore d essere ammesto fra il numero di non pochi altri allievi di quella scuola , nella quale da- tosi di buon animo allo studio, in breve tempo s acquistò tutto 1 assetto del nuovo maestro, e il titolo del suo più valente di- scepolo.

,, Così , al dispetto della mala sorte, s affidò in luogo, nel quale dar doveva principio ad accreditarsi , con 1 ajuto, molto a lui van- taggioso , del Francia, che teneramente lamava, come giovine di grande abilità , di genio arrendevole , e di civili costumi. E co-

minciò di buon tempo a darsi a conoscere questa sua affezione,

,, quando il maestro assegnò a Lorenzo alcune opere da farsi in Bolo- gna nella chiesa parocchiale di s. Cecilia, a concorrenza di maestro