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„ Amico , di Francesco , e Jacopo Franza , e del Chiodarolo, ad emù-„ lazione de’ quali, per così più incoraggirlo , piacque al maestro di„ porre la virtù del discepolo, e riuscì con vantaggio nel colorire„ due storie sacre, dimostranti la predicazione della Fede fatta da„ s. Urbano Papa a Tiburzio , e la distribuzione delle facoltà a’ po-ri veri da s. Cecilia .
,, Fu questo il primo attestato dell' amore portatogli dal maestro,„ che di malavoglia condescelea dargli licenza di portarsi a Ferrara„ per rivedere la vedova madre , alcune sorelle , e non pochi amici.,, Quivi però s’ era sparla la fama del suo valore, e quel viaggio , eh’„ egli avea intrapreso unicamente per rivedere la patria , i parenti,„ e gli amici, gli riuscì di grande vantaggio , per le molte , e gran-ii di opere, che tosto gli furono incaricate . In primo luogo facevano a„ gara i cittadini per avere i loro ritratti dipinti da Lorenzo, che„ in questa sorta d’ operare era eccellentissimo: & il duca Ercole„ Estense lo impegnò a far quello d’ Alfonso suo sigilo fanciullino,„ che poi fu il terzo Duca di Ferrara , e questo quadro vedevasi con,, altri dello stesso pennello nella galleria di Roberto Canonici gen-„ duomo Ferrarese . die quella su la sola opera , eh’egli facesse per„ il Duca , imperocché conoscendo quel Principe quanto solse-„ ro per rimaner in credito le fatiche di Costa , diedegli a dipingere„ la guardaroba ducale , e riuscì 1 ’ opera di tanta bellezza , che ,„ sebbene inoggi non ne apparisce vestigio , pure per il gran con-„ tetto degli autori, che ne scrivono , resta nella memoria immor-„ tale . In questo mentre preparavano i PP. Domenicani il loro nuo-„ vo coro per darlo a dipingere al Costa , il quale sbrigato dalla„ guardaroba ducale fecesi a servire li detti Padri, coprendo quel„ vasto coro con varie storie del vecchio, e nuovo Testamento, e„ varj avvenimenti de’ Santi del loro Ordine . Queste pitture poi,„ rese inosservabili per boscosità del luogo , furono scancellate , dan-„ do di bianco a i muri, cosi che più nulla apparisce d’ un’Opera„ che doveva essere tanto bella e studiosa .
„ Nota Essendo anche oggidì , 50. anni dapei che ha scritto ilchia-„ rissimo Baruffaldiy atterrato per far la nuova chiesa .
„ Finche si trattenne in patria , non ebbe campo certamente di re*„ spirare , e s’ affollarono le commissioni per ottenere qualche di lui„ fatica . Tito Strozza , poeta egregio, volendo alzare l’altare di s. Gi-,, rolamo in s. Maria del Vado, volle la tavola fatta per mano di
,, Lorenzo. Quelli delia nobile famiglia Massi gli comandarono la_»
,, santa Maria Maddalena estenuata nel deserto, che anco inoggi si„ vede nella chiesa di s. Maria degli Angioli , benché altri la voglio-„ no per 5. Maria Egiziaca del (tortellino, o del Panetti. Et altri nel-„ la medesima chiesa ali’altare della nobile famiglia Strozzi, vollero„ un di lui quadro rappresentante s. Sebastiano , s. Girolamo ,
,, s- Pietro martire con un Cristo morto , veramente riuscitogli di„ tnolta eccellenza, e di prezzo, per così dire , inestimabile ; ben-„ che per desiderio di alzar ivi l’altare di santa Rosa di Lima sia stato„ levato , e riposto in convento nell’ anno 1690.
„ Non andò molto , che le istanze del Francia suo maestro lo richia-» larono a Bologna. Colà per assodarlo , e darli occasione di avere
„ per-