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Si legga;# in l{oma dì fr.Bastiano Veneziano la Violazione della Tace.
Di questa pittura fi parla dal Vasari a cart. 472. La Vili tarlane delSalviati è dipinta a fresco nell’Oratorio di s. Giovanni decollato ,detto della Misericordia , perché i suoi confrati assistono a’giustizia-ti . Qpella pittura era bellissima , tya è andata male , perché è sta-ta rinfrescata , e ritocca. Ne abbiamo una bellissima stampa di Barto-lommeo Passerotti, il cui nome è notato a rovescio. Malvaf. pag. t,cart. 83., e un’ altra intagliata da Mathan. Il pensiero di questa pit-tura è stato preso poco men che di pianta da un anonimo pittorFranzefe , del quale ci é la stampa .
gg-alla not. 1. Francesco Torbido,nelPAbecedario ristampato dalGuarienti, è chiamato per isbaglio Torbino.
./ijgg. alla not. 3. La quale è stata scambiata colla 2. per isbaglio dichi la collocò . Aggiungi , dico , che ilP. Grlandi scrive , che il Gocksu chiamato Cocco Fiammingo, e che intagliò molti disegni di Mar-tino Emskerxen , che il Baldinucci a car. v. della prefazione dell’artedell' intagliare lo chiama EmsKyen , credo per errore di stampa . Vedila nota 2. di questo tomo a c. 429.
^ 4 gg. alla nota . Il Sandrart libr.3. cap. io. num.Lxxxv. lo chiama—. ^âA.424liberto , e il Baldinucci lo nomina Enrico, ma sono due diversi arte-fici , e di Enrico parla il Sandrart suddetto al cap. 14. num. cvm.
V. 28. Di questo Giorgio Mantovano non sa menzione alcuna il s -426Baldinucci ; e il P. Orlandi nel catalogo degli intagliatori pone Gior-gio Ghisi Mantovano, che credo, che sia quello nominato qui dalVasari, e di esso porta la cifra nella tavola B. al numero 39. Per al-tro di questo Giorgio abbiamo una carta singolare , ricavata dalla pit-tura di Raffaello nelle stanze Vaticane , chiamata comunemente l a ■scuola d’ Atene.
V. 36. Il Vasari nell’edizioni antecedenti nomina più voltetonio Lanferri , ma si dee leggere : sintomo Laserri . Questi era unmercante di stampe in Roma , e in esse sempre si trova scritto £«-ferri ; onde il P. Orlandi erra doppiamente nel catalogo degl’ inta-gliatori , prima chiamandolo Lanferrius , e poi ponendolo tra gì’ in-tagliatori , quando egli non era altro , che un venditore di carte .
*/tgg- a îia nota 2. Vedi anche al tom. ni. cart. 129. di quest’ Ope- P.428ra, dove il Vasari numera molte pitture di Giuseppe Porta pittoredi molta stima .
V. 12. Questo Michele Fiammingo accennato qui dal Vasari, ere- P.429do , che non possa essere altri, che Michele Cocxiè , che su grandeimitatore di Rastaello, e de’più illustri pittori Italiani ; onde si stur-bò malamente, quando vide arrivare in Fiandra le stampe di Girola-mo Gock , cavate dai disegni"} e dall’ opere di Raffaello , come diceil Descamps a c. 58. del tom. 1. delle Vite de’Pittori Fiamminghi &c.stampate in Parigi nel 1753. Tra le molte opere intagliate da Girola-mo Gock riferite in questa , e nelle seguenti pagine , mi stupisco , cheil Vasari non abbia annoverata tra le prime la carta della Teologiadipinta nell’appartamento Vaticano da Rassesto, e intagliata dal Gocknel 1552. che è una stampa stimabile . E 1 impercettibile , come il Va-sari attribuisca a un Fiammingo la storia di Psiche , che tutti sanno,e veggono, essere invenzione di Raffaello, e l’intaglio di Marcan-
Giunta alle note del Tom-Il. G ionio.