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„ dev’ essere di Gio. Battista, o de' suoi figli Mantovani ; particolar-„ mente si può conoscere dallo Stregozio , eh’ è di Giulio Romano ,„ dov' è la tabella , e non può essere intagliato da altri , che da questi„ Mantovani. Si nota come Agostino Veneziano ha fatto la tabella,, col nome suo dentro A. V. e altre volte ha fatto la tabella separata ,„ e il nome anco separato dalla tabella .
Non istarò ad esaminare questa postilla , nè a pensare , che autoritàpossa avere , essendo senza il nome di chi l’ha fatta ; ben posso dire ,che il carattere cantico. Dico altresì, che ho veduto lo Stregoziocon la sola tavoletta bianca, e 1' ho veduto con la stessa tavoletta, e .con R. S. intagliate sul corno , che suona un giovanetto montato soprauna capra . Questa cifra significa Raffaello Sanzio, onde s’inganna chilo crede invenzione di Giulio Romano .
alla not. 2. Le due carte , che accenna il Vasari, furono rica-vate dalla volta dipinta da Raffaello nel palazzetto deli? Lungara, det-to la Farnesina . Male 38. carte furono ricavate da disegni non maieseguiti, e sono intagliate la maggior parte dalli scolari di Marcan-tonio .
Correggi la 2. nota così . La strage degli Innocenti del Bandinello fqintagliata da Martino Rota , e per cifra vi ono le due lettere R. S. fo-prapposte, che qui non significano Raffaello San%jo, nè Salvestro da Ra-venna , come molti le interpretano, creando un intagliatore , che nonfumai al Mondo. Abbiamo un’altra carta men grande rappresentan-te la medesima storia, e intagliata da Gio: Batista de’ Cavalieri, madiversa da quella di Baccio .
V. 16. Il Dolce nel suo Dialogo a c. 238. fa, che il Fabbri ni attri-buisca questi disegni a Raffaello , e lo sa poi correggere dall’Aretinocon dire , che furono fatti da Giulio Romano, come è vero ( non es-sendo capace l’animo nobile di Raffaello di far simil porcheria ) e perricoprir Giulio, dice, che venuti alle mani di Marcantonio , gì’in-taglio quasi senza sua saputa . Aggiunge di poi, che l’Aretino suquegli, che liberò dalle mani di Leone X. Marcantonio , e lo sottras-se al meritato gastigo; il che è falso, perché non fu ciò a tempo diLeone, ma di Clemente VII. e perché, come dice bene il Vasari,non so chi fosse di loro più colpevole : e finalmente chi s’interpose perMarcantonio presso il Papa,su il cardinal Ipolito de' Medici, e BaccioBandinelli , come qui dice il Vasari, a cui è da dar più sede, che trat-tò familiarmente con queste persone, che al Dolce , che stava a Vene-zia , e non aveva peravventura veduto pure in viso nessuno di essi.
V. 26. Il Diogene non su intagliatoji^lParmigiano , ma da Ugo daCarpi, come si legge nella stampa fatta uThegno , ed è uno sbaglio del-lo stampatore, e non del Vasari ; perché dopo aver detto , che il Par-migiano intagliò un Diogene , non avrebbe subito soggiunto , che que-sta* fu la più bella tfatnpa, che facesse Vgo . Sicché va letto : Il Tarmi-giano disegnò &c.
alla not. 2. Fu fatto da Diogene per derider Platone , che dissel'uomo essere un animale di due piedi senza piuma. Laerz. 1.6.pag. 147.
y, 8. Questo Batista Vicentino non è registrato nell’Abecedario ,nè tra gli intagliatori, nè tra i pittori.
V. io. Ei in Roma fra Bastano Fenezjano la Vifìtaiione della 'Pace .
Si