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Tomo secondo.
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VITA DI DOMENICO BECCAFUMI.

Pacr.jix IorgioVaCarî ha presi degli sbagli nel descrivere le pit*

a V T ture a fresco , che il Leccatomi fece nella volta d una

camera nella casa , che al tempo del Vasari apparteneva al signorMarcello Agostini, ed oggi appartiene al signor Francesco SergardiLindi nobilissimo Patrizio Sanese, il quale per mezzo di grandi spelòha renduta modernamente la medesima casa più illuminata, più ma-gnifica , e più comoda . Questa descrizione è non solamente Icorret-ta, ma anche mancante ; e perciò si supplirà a questi difetti con que-sta nuova descrizione mandatami graziosamente da detto signor Se-gardi La camera adunque ha tre lunette in cialcheduna delle due .facciate, e ha due lunette simili in cialcheduna delle due testate ,con spargimento di fregi, che rigirano intorno . 11 mezzo della vol-ta è diviso in due quadri alquanto piani. In ciascun quadro è di-pinto un panno con frangia d oro . Dentro al primo panno è dipin-to Publio Cornelio Scipione Affricano in atto di restituire a Allu-do principe de Celtiberi la sua (posa intatta , vergine bellissima,,fatta schiava poc anzi, destinandole in dote quell oro, che era sta-'to portato per il suo riscatto . ( Tit. Livio decad. 3. libr. 4. cap. 37. >Neil altro panno è dipinto il pittore Zelisi , che tenendo avanti a sealcune delle più belle fanciulle , ritrae le loro varie bellezze , e le uni-sce nella sua famosa Elena, che va dipingendo ; e appresto vi è iltempio di Giunone di bellissima struttura, dove doveva collocarsiquella pittura ( V. Carlo Dati nella Vita di Zeusi ). In una delle lu-nette in figure di mezzo braccio in circa , ma bellissime , è lAt-tilio Regolo prigioniero de Cartaginesi , che da Roma ritornato aCartagine, appena smontato da cavallo è condannato alla morte .Vi si vede esso Attilio in atto di congedarsi dal suo scudiere , e com-pagno ; e in alto siede il giudice Cartaginese , che colla mano dirtelane decreta il supplizio . Nell altra lunetta vi è Zaleuco principe deiLocrensi, che avendo cavato a se medesimo un occhio, ordina al car-nefice , che cavi 1* altro occhio al suo figliuolo , il quale essendo statoconvinto di adulterio , aveva meritato di perdere ambidue gli occhi .

( Cic.de Leg.) Nellaltra lunetta è una persona armata,che imbranditala spada assalta un uomo nudo prosteso in terra in mezzo ad una strada,in presenza di più persone , e gli avventa un colpo nel petto . Forse èMuzioScevQla,il quale passato negli alloggiamenti di Porsena,con ani-mo di uccidere il medesimo Porsena, uccise per errore il di lui segre-tario ( Tit. Livio dec.i. libr.2. cap.7.) Nellaltra lunetta è Publio Cor-nelio Scipione,il quale impugnata la spada sopra la testa di quei Roma-ni , che dopo la sconfitta di Canne consultano di abbandonare lItalia :giura di non mai abbandonarla , e minaccia quei, che pensassero al-tramente ( Tit. Livio decad. 3. libr. 2. cap. 29. ) In altra lunetta sirappresenta un sacrifizio antico con varie figure bellissime, e con unbellissimo tempio tirato in prospettiva . Un vecchio vendendo stagenuflesso avanti laltare , e un piccolo fanciullo in piedi tiene il vasodell incenso . Forse è Annibale , il quale , costretto da Amilcare suopadre, giura avanti saltare eterna inimicizia col popolo Romano.

[ Tic.

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