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( Tit. Livio decad. z. libr. i. cap. iONell’ ultima lunetta è Marco Ca-tone Uticense , il quale colla spada lì avventa un colpo sotto il pet-to . Da una parte escono i familiari di Catone a vederne , e a com-passionarne la tragedia ; per altra parte fi avvicinano i cavalli de' Ce-sariani , i quali hanno rovesciato a terra varie persone . ( Plutarconella Vita di Catone). Ne’vani similmente delle lunette sono alcu-ne piccole istorie, e favole molto ben finite. Vi sono le tre Gra-zie . Vi sono le Dee Giunone , Pallade , e Venere presentate avantia Paride, che pensa al famoso giudizio. Vi è Minerva nata dal cer-vello di Giove con varj libri ai piedi, i quali indicano essere ella laDea della Sapienza , e delle arti. Vi è l’incendio di Troja , e vi si ve-de Enea, che porta sulle spalle il vecchio Anchise colli Dei Penati .
Vi è la caduta , e rovina dei Giganti. Vi è il diluvio di Deucalione.
Vi è Deucalione medesimo, e Pirra , che seminano in terra le pie-tre, gettandosele dietro alle spalle, onde nascono uomini, e donnearipopolare la Terra . Vi è Nettunno , che battendo col tridente la ter-ra fa escirne un cavallo , e Minerva fa escirne un olivo . Vi è Ercolevestito della pelle del bone Nemeo insieme colla tua Iole . E vi sonoalcu ne poche altre favole , che tutte meriterebbero d' essere incise inrame „
Le lunette sono descritte coll’ ordine medesimo , col quale le ave-va descritte il Vasari.
^Agg. alla nota . Non voglio lasciar d' avvertire, che questo pavi- Pâg. £17mento non è altrimenti, come dice il Vasari, e come appare a primavista , cioè di marmi di più colori commessi insieme ; ma è tutto mar-mo bianco , o quasi tutto, e fattivi sopragl’incavi, o come i trattifatti con la penna , e poi ripieni d’ una mistura sorte, e colorita, che saP ombre , e lo fa apparire come un chiaroscuro . Questa notizia l’hoavuta dal Sig. Mariette peritissimo e diligentissimo intelligente dellabelle arti, il quale passando per Siena fece su di ciò una minutissimaosservazione , e di poi 1 ' ha fatta fare da altri periti. E così pure èfatta quella parte di pavimento cominciata da Doccio antico pittoreSenese . Questo artifizio su rinnovato dal figlio del Vanni celebre pit-tore della stessa città , come si legge nella sua iscrizione sepolcrale po-sta in s. Giorgio di Siena. Questa mistura era di tal natura , che pene-trava , e tigneva tutta la sostanza del marmo , sopra di che si discorrenelle Lettere pittoriche tom. i. a c. 508.
Di presente si studia in Parigi , e si fanno esperienze per rinnova .
re questo bello , e utile artifizio di tingere i marmi in questa guisa_».
L’ epitaffio del Vanni dice così :
IN SPE RESVRRECT.
FRANCIS. VANNIO EQ^. J£SV CHR. LVSIT. VIRO RE-LIGIOSISSIMO PICTOR. AETATIS SVAE NVLLI SECVMDO
Michael ^Angelus ejufd. Re ligi on. eques novee bujus in para pingen-di artis inventor , {30 Rapbael eques auratus Filli parenti optimo M. T.anno mdclvi.
In pie di questo sepolcro , che è molto orbato , sono soggiunti que-sti seguenti versi:
Ca-