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- «CATHARINA PTCCOtOMINEA INTEGERRIMA F AMIN AMichael ang. vannius tanta deiectus coniuceEterna in spem vita pus parentat lacrimi».
Questo sepolcro di marmo , sopra il quale é il busto di bronzo diFrancesco Vanni, è tutto inciso con linee, che rappresentano va-rie colonne con sregj, e festoni, e nel mezzo è un’ arme sostenu-ta da quattro putti. I contorni , come ho detto , sono fatti dallelinee incavate nel marmo , ma il marmo poi è colorito con colore arti-ficiato soprappostovi per rappresentare le cose, che ho detto ; sicchéa prima vista sembra questo sepolcro fatto di marmi commessi di più co-lori . Fu detto,che Mecherino trovò il segreto di tignere i marmi dichiaroscuro , ma in questo sepolcro ci fono tutti i colori. Questi certa-mente si davano al marmo coll’ estratto di qualche minerale , perchési sono osservate alcune colonne , che avevano un pernio di ferro nelmezzo , che essendosi, arrugginito , il color della ruggine è giunto fi-no a tignere la superficie di dette colonne. Andreasso nominato in que-sta nota, è detto nell’Abecedario Andrea Andreasi a c. 48. deU’edizionedel Guarienti, di cui cito le pagine , perché è confuso in questo nomel’ordine alfabetico de’casati. Il sig. Mariette mi avverte per altro, chequesto intaglio in legno fu fatto fu’ disegni del mentovato cavalierVanni non dall’ Andreassi , che egli crede degli Andreini.
V. 32. Il Vasari non doveva aver veduti se non due Apostoli fattiin legno di chiaroscuro da Mecherino, ma è certo , che ce ne sonoalmeno sei, e può esser , che ci sieno tutti e dodici. Quel che ècerto , è che fono eccellenti, quanto si possa mai. S’inganna il Vasa-ri , quando soggiunge , che intagliò ad acquaforte alcune stampe , cherappresentavano varie operazioni d’ alchimisti , perché sono inta-gliate in legno, ed io le ho vedute nella libreria Corsini.
*Agg. alla nota . Mi maraviglio , che il Baldinucci, che disegnavamolto bene , ed era competentemente pratico delle maniere de’ pit-tori , benché il suo esercizio fosse di computista, dica , che la ma-niera di Mecherino fosse simile a quella di Raffaello, quando quellis’ accosta piuttosto alla fiera , e alquanto caricata del Bonarroti, chealla pura , e graziosa di Raffaello .
VITA DI GIO. ANTONIO LAPPOLI.
V. 6.T L Vasari nella Vita del Pontormo a c. 6;t. dice , che il Lap-I poli, essendo ancora scolare di detto Pontormo , e giovane jritrasse se medesimo, ma somigliando questo ritratto tanto poco l’ori-ginale , il suo maestro glielo rifece quasi tutto di pianta .
y. 2. Di questo Giovanni Pollastra fa menzione il Vasari qui ad-dietro a c. 298. dove lo dice canonico Aretino , e qui nella pagina se-guente ci dà notizia , che era poeta, onde io credo, che fosse que-gli , che tradusse in ottava rima il libro sesto dell’ Eneide, che sustampato in Venezia per Gio. Antonio, e Domenico Volpini, adistanza di Niccolò d’ Aristotile , detto Zoppino , nel 1540. in 8. dovequesto canonico s’ appella Giovanni Tollio , che anche era detto ilTollafirino , come dice 1 ’ Apostolo Zeno nelle note ali ’Eloquenza ita-liana