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§8 .
Quivi pure si dice , che su chiamato a Venezia dal Sansovino , ma ac. 105. si narra, come lo rimandò . Ecco le sue parole , che riportoqui per essere notabili, e vaghe :
„ Andammo a visitare Jacopo del Sansovino scultore , il quale ave-„ va mandato pel Tribolo , e a me lece gran carezze, evolteci dar„ desinare , e seco restammo . Parlando col Tribolo , gli disse , che„ non se ne voleva servire per allora , e che tornasse un’ altra vol-„ ta. A queste parole io mi cacciai a ridere, e piacevolmente dissi„ al Sansovino r Egli è troppo dilcosto la casa vostra dalla sua, avendo„ a tornare un’ altra volta . Il povero Tribolo sbigottito disse : Io ho„ qui la lettera, che voi mi avete scritta , eh’ io venga . A. questo„ disse il Sansovino , che i suoi pari, uomini dabbene e virtuosi , po-„ tevano far quello e maggior cosa. Il Tribolo si ristrinse nelle spal-„ e disse : pazienza, parecchi volte . A questo , non guardando al desi-,, nare abbondante , che mi aveva dato il Sansovino, presi la parta„ del Tribolo mio compagno , che aveva ragione ; e perché a quella,, mensa il Sansovino non aveva mai restato di cicalare delle sue gran„ prove, dicendo male di Michelagnolo , e di tutti quegli, che sace-„ vano tal arte, solo lodando se stesso a maraviglia. Questa cosa,, m’era venuta tanto a noja, eh’io non avevo mangiato boccone,„ che mi sussi piaciuto : e solo dissi queste due parole : O messer Jaco-„ po , gli uomini dabbene sanno le cose da uomini dabbene , e quei,, virtuosi, che sanno le opere belle e buone, si conoscono molto,, meglio , quando son lodati da altri, che a lodarsi cosi sicuramente„ da lor medesimi. A queste parole ed egli, e noi ci levammo da„ tavola bufonchiando .
VITA DI BACCIO BANDINELLI.
Pag. ^83. Uesta fu una delle solite millanterie del Bandinelle», che
riman confusa da un bel detto del Bonarroti , riferito an-> che da Benedetto Varchi nell’orazione funerale di esso Bonarroti,ma senza nominare il Bandinelle con queste parole : ^Avendo uno scul-tore ritratto il Laccante di Belvedere , e vantandosi , che avea fattoil suo mólto più bello dell ’ antico ; dimandato ( Michelangiolo ) ri-spose di non lo sapere • ma che chi andava dietro ad alcuno , mai pas-sare innan%i non gli poteva . Pare,che volesse deridere questo vanto delBandinelli anche Tiziano , di cui abbiamo una stampa in legno di unbertuccione con due bertuccini allato, atteggiati, e avvolti da dueserpenti, come questo gruppo del Laoconte . Da questo detto del Bo-narroti sene ricava un bellissimo , e utilissimo insegnamento per gli* giovani studenti di queste arti, i quali si mettono a seguitare i loromaestri, e ad essi stanno in tutto attaccati , e perciò rimangono adessi sempre inferiori; e questa è la vera cagione della decadenza diqueste arti, e non la mancanza de’Mecenati, o il poco studio , e lapoca applicazione ; poiché i buoni talenti ci sono ancora , e i giova-ni studiosi , e innamorati dell' arte ; e da queste Vite del Vasari si ve-da, quanti eccellenti professori sono arrivati a una perfezione subli-> me non solo senza la protezione de’ Mecenati, ma anche senza averquasi da vivere . La famosa scuola de’Casacci produsse innumerabili
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