XIV
dine eon più ornamento . "Oselle Misure mancava un retto giudico ,che senza che le figure [offero misurate , avessero in quelle grandezze , cheelle erano fatte , una grazia , che eccedesse la misura . 'hsel Disegno nonv' erano gli estremi del fine suo , perche sebbene facevano un bracciotondo , ed una gamba diritta , non era ricerca con muscoli con quellafacilità graziosa , e dolce , che apparisce fra'l vedi , e non vedi j comefanno la carne , e le cose vive ; ma elle erano crude , e scorticate , il chefaceva difficoltà a gli occhj , e durezza nella Maniera ; alla quale man-cava una leggiadria di fare svelte , e graziose tutte le figure , e massima-mente le femmine , ed i putti con le membra naturali , come agli uomi-ni ; ma ricoperte di quelle grassezze , e carnosità , che non siano goffe ,come li naturali , ma artificiate dal Disegno , e dalgìudicio . Vi man-cavano ancora la copia de' belli abiti , la varietà di tante bizzarrie , lavaghezza de' colori , la università ne' casamenti, e la lontananza , evarietà ne' paesi. E avegnachè molti di loro cominciassero , come An-drea Vcrrocchio , Antonio del Vollajuolo , e molti altri più moderni , acercare disiare le loro figure più studiate , e che ci apparisse dentro mag-gior Disegno , con quella imitazione più simile , e più appunto alle cosenaturali . ‘Lsondimeno e' non v'era il tutto ancora , tal che ci fosse una si-curtà più certa , che eglino andavano inverso il buono ; e eh' elle fosseroperò approvate secondo l'opere digli antichi ; come fi vide quando il Ver-rocchio rifece le gambe , e le braccia di marmo al Marfia di casa Mediciin Fiorenza y mancando loro pure una fine , <&una estrema perfezionene' piedi , mani , capelli , barbe , ancoraché il tutto delle membra siaaccordato con l' antico, l 3 * abbia una certa corrispondenza giusta nellemisure . Che s' eglino avessero avuto quelle minuzie dei fini , che sono laperfezione , Ì30 il fiore dell' arte ; avrebbero avuto ancora una gagliar-dezza risoluta nell' opre loro ; e ne sarebbe conseguito la leggiadria ,una pulitezza , e somma grazia , che non ebbero , ancoraché vista loStento della diligenza \ che sono quelli , che danno gli estremi dell'arte,nelle belle figure o di rilievo , o dipinte. Quella fine, e quel certo ,che ci mancava , non lo potevano mettere così presto in atto , avvegna-ché lo Studio insecchisce la Maniera , quando egli è preso per terminarei fini in quel modo. Bene lo trovaron poi dopo loro gli altri , nel vedercavar suora di terra certe anticaglie , citate da Tlinio • e delle più famo-se il Laoconte , /’ Ercole , ed il Torso grosso di Belvedere , così la Ve-nere , la Cleopatra , lo Apollo , ed infinite altre ; le quali nella lor dol-cezza yC nelle lor asprezze , con termini carnosi , e cavati dalle maggioribellezz e del vivo , con certi atti , che non in tutto fi storcono , ma fi van-no in certe parti movendo , e fi mostrano con una graziosissima grazja ;furono cagione di levar via una certa maniera secca y cruda , e ta-gliente y che per lo soverchio Studio avevano lasciata in queSìa arte Tie-'tro della Francesca , Lazzaro Vasari , Alessio Baldovinetti , Andrea dalCastagno , Tese Ilo , Ercole Ferrarese , Giovan Bellini , Cosimo Fosse Ili ,l'Abate di s. Clemente , Domenico del Ghirlandaio , Sandro BottìcelloyAndrea Mantegna , Filippo e Luca Signorello ; i quali per sforzarsi,cercavano fare T impossibile dell ’ arte con le fatiche ; e massime negliscorti y e nelle vedute spiacevoli j che siccome erano a loro dure a con-durre y così erano aspre a vederle : ed ancorché la maggior parte fos-sero ben disegnate , e senza errori , vi mancava pure uno spirito dipron-
tez-
i Cioè sr. Filippo Lippi .