E hit discepoli pocoV^Ì'.tì
Mori essendo vissutocieco y.anni,
Tu amito di virtuó-si » pianto , e onora-to ndia morte .
5 Quarta Parte.
per l’amor di Dio » nel monastero delle monache di s. Bernardino >dove fece molti lavori d'importanza a olio , a tempera » ed a fresco .Il che so certo maraviglia, e gran legno della sincera, e sua buonanatura, non avendo in quel luogo concorrenza, ed avendovi non-dimeno messo non manco studio, e diligenza di quello, che av-rebbe fatto in qualsivoglia altro più frequentato luogo . Sono le detteopere di ragionevole componimento, con beli’ arie di teste , nonintrigate , e fatte certo con dolce , e buona maniera . A molti di-scepoli , che ebbe Benvenuto , ancorché insegnasse tutto quello»che sapeva più che volentieri per farne alcuno eccellente , nonsece mai in loro frutto veruno» ed in cambio di essere da loro dellasua amorevolezza ristorato» almeno con gratitudine d’ animo » nonebbe mai da else se non dispiaceri ; onde usava dire » non averemai avuto altri nemici » che i suoi discepoli » e garzoni. L’anno 1550.essendo già vecchio » ritornatogli il suo male degli occhj > rimase cie-co del tutto > e così visse 9. anni ; la quale disavventura sopportòcon paziente animo » rimettendosi al tutto nella volontà di Dio.Finalmente pervenuto ali’ età di 78. anni, parendogli pur troppo es-sere in quelle tenebre vivuto » e rallegrandosi della morte » consperanza d’aver a godere la luce eterna » finì il corso della vitas anno 1559. a dì 6 . di Settembre , lasciando un figliuolo ma-schio » chiamato Girolamo » che è persona molto gentile » ed unafemmina.
Fu Benvenuto persona molto dabbene » burlevole » dolce_>nella conversazione » e paziente » e quieto in tutte le sue avversità .Si dilettò in giovanezza della scherma » e di sonare il liuto » e funell’amicizie ufficiosissimo » e amorevole oltre misura. Fu amico diGiorgione da Castelsranco pittore > di Tiziano da Cador > e diGiulio Romano » e in generale affezionatissimo a tutti gli uominidell’ arte ; ed io ne posso far fede » il quale » due volte » eh’ io fuial suo tempo a Ferrara » ricevei da lui infinite amorevolezze » e cor-tesie . Fu sepolto onorevolmente nella chiesa di s. Maria del Vado»e da molti virtuosi con versi » e prose , quanto la sua virtù merita-va , onorato 1 . E perché non si è potuto avere il ritratto di esse
Ben-
1 Molti stimi quadri di Benvenu-to fi ritrovano nelle gallerie di Ro-ma , e specialmente in quella delPrincipe Panfili-, dove sono i piùbelli , e i più grandi , e fra gli altriuna Vìsitazione di s. Elisabetta di•figure, quanto il naturale , e tintedi gran forza , e fatte risaltare aforza di scuri tuli’ andare di Lionar-do da Vinci, le quali figure hanno
un gran campo , che rappresen-ta la facciata d’ un nobile edifiziodi buona architettura finta di mar-mo bianco, ma così bene appanna-to , che non si può desiderare uncolorito più dolce , più accordato,nè più vero . Circa il ritratto , cheil Vaiati dice di non aver potutoavere , avendolo trovato il Ma-nose ss> , lo aggiunse ali’ edizione di
Bolo-