Vita di Benvenuto Garofano. 5
Fece alle monache di s. Salvestro in una tavola Cristo , che in sulmonte ora al Padre , mentre i tre Apostoli più abballò si stanno dor-mendo . Alle monache di s. Gabriello fece una Nunziata , e a quel-le di s. Antonio nella tavola dell’altare maggiore la risurrezione diCristo. A i frati Ingesuati nella chiesa di s. Girolamo ali' altare mag-giore , Gesù Cristo nel presepio , con un coro d’angeli in una nu-vola , tenuto bellissimo. In s. Maria del Vado è di mano del me-desimo in una tavola , molto bene inteso , e colorita , Cristo ascen-dente in cielo , e gli Apostoli, che lo stanno mirando . Nella chie-sa di s. Giorgio j luogo suor della città 5 de’monaci di Monte Oli- Tavolai» s.Giorgioveto, dipinse in una tavola a olio i Magi , che adorano Cristo , e gli delle migliori,otseriscono mirra , incenso , e oro . E questa è delle migliori ope-re , che faceste costui in tutta sua vita; le quali tutte cose moltopiacquero a i Ferraresi, e furono cagione , che lavorò quadri per lecase loro, quasi senza numero, e molti altri a monasterj , e fuoridella città , per le castella, e ville ali' intorno , e fra 1’ altre alBondenodipinse in una tavola la risurrezione di Cristo. E final-mente lavorò a fresco nel refettorio di sant’ Andrea , con bella , ecapriccioso invenzione molte figure , che accordano le cose delvecchio Testamento col nuovo. Ma perché 1 ’ opere di costui furo-no infinite , basti avere favellato di queste , che sono le migliori .
Avendo da Benvenuto avuto i primi principj della pittura Gi-rolamo da Carpi , come si dirà nella sua Vita , dipinsero insie-me la facciata della casa de’Muzzarelli nel borgo nuovo , parte_»di chiaroscuro, parte di colori, con alcune cose finte di bron-zo. Dipinsero parimente insieme fuori , e dentro s il palazzo di Co-para, luogo da diporto del Duca di Ferrara , al qual Signore fe-ce molte altre cose Benvenuto e solo, ed in compagnia d’altripittori. Essendo poi stato lungo tempo in proposito di non voler pi-gliar donna , per essersi in ultimo diviso dal fratello , e venutogli afastidio lo star solo a la prese di 48. anni. Nè l’ebbe a fatica tenutaun anno 3 che ammalatosi gravemente , perde la vista dell’ occhio rit- * pencolo dtusta ^'to 3 e venne in dubbio 3 e pericolo dell’ altro ; pure raccomandan- ^° ’ ? er " 0dosi a Dio 3 e fatto voto di vestire > come poi fece 3 sempre di bigio 3si conservò per la grazia di Dio in modo la vista dell’altr’occhio 3che 1’opere sue fatte nell’età di sessantacinque anni erano tantoben fatte 3 e con pulitezza 3 e diligenza 3 che è una maraviglia—..
Di maniera 3 che mostrando una volta il Duca di Ferrara a PapaPaolo III. un trionfo di Bacco a olio 3 lungo cinque braccia 3 e lacalunnia d’Apelle , sotti da Benvenuto in detta età con i disegni diRatsoello da Urbino 3 i quali quadri sono sopra certi cammini di suaEccellenza , restò stupefatto quel Pontefice , che un vecchio di quell’età con un occhio solo avesse condotti lavori così grandi 3 e così bel-li . Lavorò Benvenuto venti anni continui, tutti i giorni di festa
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