14 (Quarta Parte.'
cappella, dove gli angeli portano di Schiavonia quella casa nellaselva di Loreto; ha in quel luogo continuamente dal 1534- insinoali’ anno 1560. lavorato , e vi ha fatto di molte opere ; la prima del-le quali su un profeta di braccia tre e mezzo a sedere » il quale fumesso , essendo bella , e buona figura , in una nicchia , che è voltaverso Ponente ; la quale statua , essendo piaciuta, fu cagione , cheegli fece poi'tutti gli altri profeti da uno in fuori 5 che è verso Le-vante , e dalla banda di fuori verso l’altare , il quale è di mano diSimone Gioii 1 da Sgrignano , discepolo aneli’ egli d’ Andrea San-statue de'preseti , e fovino . Il restante dico de’detti profeti sono di mano di maestrocanMltert di treni.0 Girolamo , e sono fatti con molta diligenza , studio , e buona pi ati-si ìjfmt . ca î yy| a ca pp e u a del Sagramento , ha fatto il medesimo li candel-
lieri di bronzo , alti tre braccia in circa , pieni di fogliami, e figuretonde di getto tanto ben fatte » che sono cosa maravigliosa . E unsuo fratello , che in simili cose di getto è valentuomo , ha fatto incompagnia di maestro Girolamo in Roma molte altre cose , e parti-colarmente un tabernacolo grandissimo di bronzo per Papa Pao-lo III. il quale doveva essere posto nella cappella del palazzo di Vati-cano , detta la Paolina .
Fra i Modanesi ancora sono stati in ogni tempo artefici eccel-lenti nelle nostre arti, come si è detto in altri luoghi, e come sivede in quattro tavole, delle quali non si è fatto al suo luogo men-zione , per non sapersi il maestro ; le quali cento anni sono furonofatte a tempera in quella città , e sono fecondo que’ tempi bellissime,e lavorate con diligenza . La prima è ali’ altare maggiore di s. Dome-nico 3 e 1* altre alle cappelle , che sono nel tramezzo di quella chiesa.
Ed oggi vive della tnesima patria un pittore chiamato Nicco-lò * ; il quale fece in sua giovanezza molti lavori a fresco intorno alle
bec-
1 Di Simon Cioli V. il tom. il. ac. 173. e la nota a c. 174. Di esso ,nè di Vincenzio Cioli nominato quipoco sopra , e altrove, non si trovanè pure il nome nell’ Abbecedario ,perché il P. Orlandi non ispogliòqueste Vite , e per questo non sololasciò questi due scultori, ma moltialtri professori di queste arti. Cre-do , che egli spogliasse solamentegl’ indici, che in tutte 1’ edizionisono mancanti, e difettosi più diquello , che si possa mai esprimere,e dove appunto mancano questi dueCioli , e innumerabili altri pro-fessori .
1 Niccolò dell’Abate eccellentis-simo pittore quanto altro mai. F u
scolare dell’abate Primaticcio valo-roso pittore, ma superò il maestro.Dipinse molto in Francia , dove fucondotto dal detto Abate , circaal 1552. essendo d’ anni 40. Vedi ilVedrianì a c. 62. delle Vite de’ pit-tori &c. Modanesi . Nell’Istituto diBologna sono sue pitture a fresco,e in s. Lorenzo di porta Stiera è di-pinto a fresco nella cappella delCrocifisso un gigante, eh’ era in Bo-logna , quando vi s’incoronò Car-lo V. e in s. Giuseppe fuori di por-ta Saragozza in una gran lunettauna Resurrezione a fresco ; e un_>gran quadro è nella galleria di Dresda, che prima era in quella di Mo-dena .