Idea della vfiuta Joniche fatte di mar-mo .
Artefici , che feceronel duerno di Manto-va pitture .
18 Q_u arta Parte.
Mantova 1 , ha fabbricato nel castello, sopra dove son Tacque, eil corridore» molti appartamenti magnifici , e molto ornati di stuc-chi, e di pitture , fatte per la maggior parte da Fermo Guifoni 2 ,discepolo di Giulio , e da altri, come si dirà , non però paragonanoquelle fatte da esso Giulio . il medesimo Giovambatista in s. Barba-ra , chiesa del castello del Duca, ha fatto fare col suo disegno a Do-menico Brusasorci * una tavola a olio , nella quale , che è veramenteda essere lodata , è il martirio di quella Santa . Costui , oltre ciò ,avendo studiato Vitruvio, ha sopra la voluta Jonica , secondo queirautore , scritta , e mandata fuori un’ opera , come ella si volta , edalla casa sua di Mantova nella porta principale ha fatto una colonna dipietra intera, ed il modano dell’ altra in piano con tutte le misure se-gnate di detto ordine Jonico , e così il palmo, T once , il piede , eil braccio antichi : acciò chi vuole possa vedere se le dette misure songiuste , o no. Il medesimo nella chiesa di s. Piero , duomo di Man-tova , che fu opera , ed architettura di detto Giulio Romano, perchérinnovandolo gli diede forma nuova , e moderna , ha fatto fare unatavola per ciascuna cappella di mano di diversi pittori, e due n’ hafatte fare con suo disegno al detto Fermo Guifoni, cioè una a santaLucia, dentrovi la detta Santa con due putti, ed un’ altra a sanGiovanni Evangelista . Un’ altra simile ne fece fare a Ippolito CostaMantoano*, nella quale è s. Agata con 1» mani legate, e in mezzoa due soldati, che le tagliano , e levano le mammelle . Batistad’Agnolo del Moro $ Veronese fece , come s’ è detto , nel medesi-mo duomo la tavola, che è ali’ altare di s. Maria Maddalena - EJeronimo Parmigiano quella di s. Teda. A Pauso Farinato 6 Vero-nese
sto Girolamo da Carpi ; e si crede ,che molto anche apprendesse da_»Giulio Romano. V. il Baldinucc.part.2. del tee.4. a c.64.
5 Batista d’Agnolo del Moro Ve-ronese, detto così perché su scolaredi Francesco Torbido denominatoil Moro . Ebbe questo Batista un fi-gliuolo per nome Marco, a cui in-segnò la sua professione, e si fece daesso ajutare nelle sue opere .V. la suaVita presso il Ridolfi par. 2. a 115.
6 Paolo Farinato si dice nell’Abe-cedario , che su scolare di NiccolòGlossino. Ne ha parlato il Vasari nelt.2. ac.708. e 711. in fine della Vitadel Sammicheli. Qui lo nomina sec-camente, e nelT altro luogo dice so-lo , eh’ era valente dipintore , e di-scepo-
li Gio Batista compose l’opera, dicui si parla più sotto , che ms. si tro-va nella libreria di Milord Bur-linghton . L’Orlandi dice , che ser-vì d’ architetto il duca Vincenziodi Mantova . In quest’ opera si con-tengono regole , e insegnamenti diarchitettura, e di prospettiva, especialmente circa il modo di farela voluta del capitello Jonico , so-pra di che tanti hanno studiato.
2 Di questo Guifoni ha parlato ilVaiar! tomo il. a c.466.
3 Domenico Ricci Veronese det-to Bruciatore!, perché suo padreinventò molti modi di prendere , oammazzare i topi. 11 car. Ridolfine ha scritta la Vita part.2. a c-io;.
4 Ipolito Costa su scolaro di que-