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Tomo terzo.
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Vita di Ridolfo, David» e Benedet. Gkil. 37he dipinse usta con la barba . Un altro volendogli chiedere un Cro-cifisso per una camera terrena » dove abitava la fiate , e non sapendodire , se non : Io vorrei un Crocifisso per la state » il Nunziata , che

10 scorse per un goflò , gliene fece uno in calzoni. Ma tornando aRidolfo , essendogli dato a fare per il monasterio di Cestello » in unatavola , la natività di Cristo, afiàticandofi assai per superare gliemuli suoi, condusse quell’ opera con quella maggior fatica , e di-ligenza , che gli fu possibile , facendovi la Madonna » che adoraCristo fanciullino , s. Giuseppe , e due figure in ginocchioni » cioès. Francesco , e s. Jeronimo . Fecevi ancora un bellissimo paesemolto simile al Sasso della Verista » dove s. Francesco ebbe le stimate»e sopra la capanna alcuni angeli » che cantano; e tutta 1’opera fu dicolorito molto bello , e che ha assai rilievo 1 .

Nel medesimo tempo, fatta una tavola, che andò a Pistoja ,mise mano a due altre per la Compagnia di s. Zanobi, che è accantoalla canonica di s. Maria del Fiore, le quali avevano a mettere inmezzo la Nunziata , che già vi fece , come si disse nella sua Vita ,Mariotto Albertinelli. Condusse dunque Ridosso a fine con moltasodisfazione de gli uomini di quella Compagnia le due tavole » fa-cendo in una s. Zanobi » che risuscita nel borgo de gli Albizi di Fio-renza un fanciullo , che è storia molto pronta, e vivace , per esser-vi teste assai ritratte di naturale , ed alcune donne , che mostranovivamente allegrezza, e stupor nel vedere risuscitare il putto, etornargli sospinto; e nel? altra è » quando da sei vescovi è portato

11 detto s. Zanobi morto da s. Lorenzo, dove era prima sotterra-to, a s. Maria del Fiore ; e che paslàndo per la piazza di s. Giovan-ni , un olmo , che vi era socco , dove è oggi per memoria del mi-racolo una colonna di marmo con una croce sopra , rimise subito ,( che su per voler di Dio tocco dalla cassa , dove era il corpo santo )le frondi, e fece fiori ; la quale pittura non su men bella 2 » che1’ altre sopraddette di Ridosso . E perché queste opere furono daquesto pittore fatte vivendo ancor David suo zio , n' aveva quel buonvecchio grandissimo contento » e ringraziava Dio d' esser tanto vivu-to , che vedea la virtù di Domenico quasi risorgere in Ridosso . Mafinalmente essendo d’anni settantaquattro, mentre si apparecchia-va , così vecchio , per andare a Roma a prendere il santo Giubbileo,

s’ am-

1 Ne! cedere , che fecero 1 mo-naci Cisterciensi questa chiesa colmonastero alle monache Carmelita-ne , questa tavola sparì, come at-testa il P. Richa nel tom. 1. a c. 322.Questa trasiazione su fatta dalCard.Francesco Barberini il vecchio, chespese gran somme di danaro ad am-pliare, ed ornare questo monastero .

2 Questi due quadri grandi,e pertraverso sono bellissimi, e conser-vatissimi, e le figure non pajonodipinte, ma vere, e vive. Vedia cari. 437. del tomo 1. nella nota,dove si dice , essere questi due qua-dri stati attribuiti a DomenicoGrillandajo per errore.