Band 
Tomo terzo.
Seite
44
JPEG-Download
 

44 Quarta Partì.

di Raffaello ; appresso il quale dimorando un Fiammingo» chiamatoGiovanni , il quale era maestro eccellente di far vagamente frutti »soglie» e fiori Umilissimi al naturale» sebbene di maniera un pocosecca » e stentata » da lui imparò Giovanni da Udine a fargli bellicome il maestro » e che è più » con una certa maniera morbida » e pa-stosa » la quale il fece in alcune cose » come si dirà » riuscire eccel-lentissimo. Imparò anco a far paesi cori edifizj rotti» pezzi d anti-caglie» e così a colorire in tele » paesi» e verzure » nella maniera »che si è dopo lui usato non pur da i Fiamminghi » ma ancora da tut-ti i pittori Italiani. Raffaello adunque» che molto amò la virtù diGiovanni » nel fare la tavola della s.Cecilia » che è in Bologna» fe-ce fare a Giovanni un organo » che ha in mano quella Santa » ilquale lo contrade tanto bene dal vero , che pare di rilievo » e anco-ra tutti gli strumenti musicali » che fono apiedi di quella San-ta; e quello» che importò molto più» fece il suo dipinto così si-mile a quello di Raffaello» che pare duna medesima mano. Nonmolto dopo, cavandosi da fan Piero in Vincola fra le ruine» e an-ticaglie del palazzo di ss ito » per trovar figure , furono ritrovate al-cune stanze sotterra » ricoperte tutte » e piene di grotteschine 1 » di fi-gure piccole, e di storie, con alcuni ornamenti di stucchi bassi ; perchéandando Giovanni con Raffaello » che su menato a vederle, resta-rono 1 uno , e 1altro stupefatti della freschezza, bellezza, e bontàdi quell opere, parendo loro gran colà , eh elle si fossero lungotempo conservate . Ma non era gran fatto , non essendo state tocche , vedute dall aria , la quale col tempo suole consumare , me-Trovandefi Frotte- diante la varietà delle stagioni, ogni cosa . Queste grottesche adun-fike^ antichi le con. que ( che grottesche furono dette dall essere state entro alle grot-ti «/«« waravigso». te ritrovate ) fatte con tanto disegno, con varj, e bizzarri ca-pricci , e con quegli ornamenti di stucchi sottili , tramezzati davarj campi di colori, con quelle storiettine così belle , e leggia-dre, entrarono di maniera nel cuore, e nella mente a Giovanni,che datosi a questo studio » non si contentò duna sola volta, o duedisegnarle , e ritrarle. E riuscendogli il farle con facilità, e congrazia » non gli mancava se non avere il modo di fare quelli stuc-chi , sopra i quali le grottesche erano lavorate . Ed ancorché mol-ti innanzi a lui , come sè detto, avessimo ghiribizzatovi sopra,. feuza aver altro trovato, che il modo di fare al fuoco lo stuccoMode di far opere di con gessi), calcina, pece greca , cera , e matton pesto , e a_»£e J j0 ' metterlo doro ; non però avevano trovato il vero modo di fare

gli stucchi, simili a quelli, che si erano in quelle grotte , e stanzeantiche ritrovati . Ma facendosi allora in fan Piero gli archi, e la

tri-

i Queste grottesche, e questi mie spiegazioni nel libro intitolate:stucchi, almeno parte, fono stati in- Vi Attrae aniiquae i?c. Romite 17 51 -tagliati in rame , e pubblicati con le in sol.