Vita di Giovanni da Udì ne . 49
varie maniere di frutte , e biade, che in queir opera lì veggiono , cheper n on raccontarle a una a una » dirò solo, che vi sono tutte quelle,che in queste nostre parti ha mai prodotto la Natura . Sopra la figurad’un Mercurio , che vola , ha finto per Priapo una zucca , attraver-sata da vilucchi, che ha per testicoli due petronciani : e vicino alfiore di quella ha finto una ciocca di fichi brogiotti groiîì, dentroa uno de’ quali, aperto , e troppo fatto , entra la punta della zuccacol fiore 1 ; il qual capriccio è espresso con tanta grazia, che piùnon si può alcuno immaginare . Ma che più ? Per finirla, ardisco d’af-fermare , che Giovanni in questo genere di pitture ha passato tut-ti coloro , che in simili cose hanno meglio imitata la Natura ; per-ciocché , oltre ali’ altre cose , insino i fiori del sambuco , delfinocchio , e dell’ altre cose minori, vi sono veramente stupendissi-mi . Vi si vede similmente gran copia d’ animali , fatti nelle lunet-te , che sono circondate da questi festoni , ed alcuni putti , chetengono in mano i segni degli Dei. Ma fra gli altri un leone , edun cavallo marino , per essere bellissimi scorti, sono tenuti cosa di-vina . Finita quest’opera veramente singolare, fece Giovanni in castelsint’Agnolo una stufa bellissima , e nel palazzo del Papa, oltre allegià dette , molte altre minuzie , che per brevità si lasciano . Mor-to poi Rìstàello , la cui perdita dolse molto a Giovanni , e cosìanco mancato Papa Leone , per non avere più luogo in Roma 1’ ar-ti del disegno, né altra virtù , si trattenne esso Giovanni molti mesialla vigna del detto cardinale de’ Medici in alcune cose di poco va-lore . E nella venuta a Roma di Papa Adriano non fece altro , chele bandiere minori del Castello , le quali egli al tempo di Papa Leoneaveva due volte rinnovate , insieme con lo stendardo grande , che stain cima delimitano torrione. Fece anco quattro bandiere quadre,quan-do dal detto Papa Adriano fu canonizzato santo il beato AntoninoArcivescovo di Fiorenza , e sant’ Uberto stato vescovo di non so qualecittà di Fiandra . De’ quali stendardi , uno , nel quale è la figura deldetto sant’ Antonino , fu dato alla chiesa di s. Marco di Firenze ,dove rilpolà il corpo di quel Santo: un altro, dentro al quale èil detto sant’ Uberto , fu posto in s. Maria de Anima , chiesa de’
Tedeschi in Roma : e gli altri due furono mandati in Fiandra.
Estèndo poi creato sommo Pontefice Clemente Vil. , col quale ave-va Giovanni molta servitù, egli, che se n’ era andato a Udine_.per fuggire la peste , tornò subito a Roma, dove giunto , gli fufatto fare nella coronazione di quel Papa un ricco, e beli’ ornamen-to sopra le scale di s. Piero . E dopo fu ordinato, che egli, e °/’ #r0 ce0 delPerivo del Vaga facessero nella volta della sala vecchia , dinanziT. III. G alle
1 Mal fece Gio. da Udine a far che quasi nestuno, che non abbiaquesta pittura allegorica , e peggio letto questo luogo, l’ha compresa.
U Vasari a spiegarne 1’ allegoria,