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Tomo terzo.
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Gio .'Mon in RemSt.

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sua Eccellenza illustrissima , con la quale andando a Siena , e poi di a Roma, dove andò anco la signora duchessa Leonora , su in guisadalla benignità del Duca ajutato , che non solo su di tutto quello, chedisiderava consolato, ma dal Pontefice messo in opera con buonaprovvisione a dar perfezione , e fine ali ultima loggia, la quale è so-pra quella, che gli avea già fatta fare Papa Leone ; e quella finita ,glifece il medesimo Papa .ritoccare tutta la detta loggia prima ; il chesu errore , e cosa poco considerata ; perciocché il ritoccarla a secco ,le fece perdere tutti quecolpi maestrevoli, che erano stati tiratidal pennello di Giovanni nels eccellenza della sua migliore età , eperdere quella freschezza , e fierezza , che la facea , nel suo primo es-sere , cosa rarissima 1 . Finita quest opera, essendo Giovanni di 70..anni, finì anco il corso della sua vita 1' anno 1564. rendendo lo spi-rito a Dio in quella nobilissima città, che l'avea molti anni fattovivere con tanta eccellenza , e gran nome . Fu Giovanni sempre ,ma m Ito più negli ultimi suoi anni, timorato di Dio, e buon Cri-stiano » e nella sua giovanezza si prese pochi altri piaceri, che di cac-ciare , e uccellare . £ il sito ordinario era , quando era giovane , an-darsene il giorno delle seste con un suo fante a caccia , allontanan-dosi tal volta da Roma dieci miglia per quelle campagne. E per-ché tirava benissimo lo scoppio , e la balestra , rade volte tornava a^ -, . casa , che non fosse il suo sante carico doche salvatiche , colombac-età. sfittato il bnedi ci 5 germani 3 eoi quell altre bestiacce, che si trovano in que pa-rW*. duli. £ su Giovanni inventore, secondo che molti assennano , dei

bue di tela dipinto , che si sa per addopparsi a quello , e tirar senzaesser dalle fiere veduto, lo scoppio. E per questi esercizj ducella-re , e cacciare, si dilettò di tener sempre cani, e allevarne da sestesso . Volle Giovanni, il quale merita di essere lodato fra i mag-giori della sua professione , essere sepolto nella Ritonda , vicino alsuo maestro Raffaello da Urbino , per non star morto diviso da co-lui, dal quale vivendo non si separò il suo animo giammai. E perchés uno, e s altro, come fi è detto, fu ottimo Cristiano, si puòcredere » che anco insieme siano nell eterna beatitudine .

VITA

Tu f'pfltah.ift.itilo .

Viene a

1 Di qui deverebbero apprende-re le persone ignoranti a non si la-sciare ingannare da certi pittoritriviali, i quali non trovando chigli faccia lavorare , vanno sugge-rendo di lavare i quadri, o di ri-toccare le pitture, e intanto bu-scare quei ba'jocchi . Perché se riu-scì male a Gio. il ritoccare le pit-ture propie, benché fosse il più

eccellente maestro , che sia statoin quel genere , quanto peggio riu-scirà a questi pittori meschini, etristanzuoli il ritoccare le pitturede 1 valentuomini ? V. i Dialoghidelle tre belle arti a cart. 239.e nel 3. tomo delle lettere pitto-riche , una bella , e giudiziosa let-tera del sig. canonico Luigi Cre-spi num. cxcii.