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Tomo terzo.
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Vita di GroVANîri da Udine. zi

restino ingannati coloro , che fi fidano nelle vite di certi Principi »se ne tornò a Roma. Dove sebbene avrebbe potuto vivere d usti-cj > e d entrate , e servire il cardinale Ippolito de Medici, e iinuovo Pontefice Paolo III. si risolvè a rimpatriarsi , e tornare zUdine ; il qual pensiero avendo mestò ad effètto, si tornò a stare nel-la patria con quel suo fratello» a cui avea dato il canonicato» conproposito di più non voler adoperare pennelli. Ma anche questogli venne fatto» però che avendo preso donna» e avuto figliuoli»fu quasi forzato dallinstinto » che si ha naturalmente dallevare,e lasciare benestanti i figliuoli » a rimettersi a lavorare .

Dipinse dunque , a' prieghi del padre del cavalier Giovan Fran-cesco di Spilimbergo » un fregio duna sala pieno di festoni » di put-ti » di frutte » ed altre fantasie . E dopo adornò di vaghi stucchi » epitture la cappella di santa Maria di Givitale . E a i canonici delduomo di quel luogo fece due bellissimi stendardi. E alla fraternitàdi santa Maria di castello in Udine dipinse in un ricco gonfalone lanostra Donna col figliuolo in braccio » e un angelo graziosissimo »che le porge il castello » che è sopra un monte nel mezzo della città .

In Venezia fece nel palazzo del patriarca dAquilea Grimani,una bellissima camera di stucchi » e pitture ; dove sono alcune sto-rielle bellissime di mano di Francesco Salviati.

Finalmente Tanno 15?o. andato Giovanni a Roma a pigliareil santissimo giubbileo a piedi » e vestito da pellegrino poveramente »e in compagnia di gente bassa » vi stette molti giorni senz essere co-nosciuto da niuno . Ma un giorno andando a san Paolo > fu ricono-sciuto da Giorgio Vasari, che in cocchio andava al medesimo perdo-no in compagnia di messer Lindo Altoviti fyo amicissimo.

Negò a principio Giovanni di esser desso » ma finalmente suforzato a scoprirsi , e a dirgli » che avea gran bisogno del suo ajutoapprestò al Papa per conto della sua pensione » che aveva in sulPiombo» la quale gli veniva negata da un fra Guglielmo scultoreGenovese 1 » che aveva quel! ufficio avuto dopo la morte di fraBastiano ; della qual cola parlando Giorgio al Papa , su cagione » cheT obbligo si rinnovò » e poi si trattò di farne permuta in un canonicatod Udine per un figliuolo di Giovanni. Ma essendo poi di nuovoaggirato da quel fra Guglielmo » se ne venne Giovanni da Udine aFirenze » creato che fu Papa Pio , per essere da sua Eccellenza ap-presso quel Pontefice » col mezzo del Valàri » ajutato » e favorito .

Arrivato dunque a Firenze » fu da Giorgio fatto conoscere a

G 2 Sua

r Guglielmo della Porta , chefu frate del piombo dopo fra Ba-stiano , non su Genovese , ma Mi-lanese . Studiò bensì in Genovasotto P erin del Vaga . Questo è

un errore , di stampa, o di memo-ria benché dicendo il Vasari unfra Guglielmo , mostra d avernepoca cognizione , e che T erroresia suo.

Lavoro nella patria.

In Venezia per UGrimani s et una iti -lijstmastanca .

Gio. rieonoseiuto dalVasari , e favoritontlli suoi bisogni .