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VITA
DI BATISTA FRANCO
PITTORE VENEZIANO'.
Atista Franco Veneziano , avendo nella soa_jprima fanciullezza atteso al disegno, come colui,che tendeva alla perfezione di quel!’ arte , se n’ an-dò di venti anni a Roma. Dove, poiché per alcun .. n ,tempo con molto studio ebbe attelo al dileguo, trae le cose del Ba-e vedute le maniere di diversi , si risolvè non vo- narroti .lere altre cose ltudiare , né cercare d’imitare , che i disegni, pit-ture , e sculture di Michelagnolo. Perché datosi a cercare , non ri-mase schizzo , bozza , o cosi, non che altro , stata ritratta da Miche-lagnolo , che egli non disegnasse. Onde non passò molto, che fude’primi dileguatoti, che fiequentassono la cappella di Michela-gnolo 2 . E che fu più, stette un tempo senza volere dipignere,o fare altra cosa , che disegnare . Ma venuto 1’ anno izzòl metten-dosi a ordine un grandissimo, e sontuoso apparato da Antonio daSano-allo per la venuta di Carlo V- Imperatore , nel quale furo-no adoperati tutti gli artefici buoni, e cattivi, come in altro luo-<ro s’ è detto 3 , Raffaello daMontelupo, che avea a fare l’ornamentodi ponte sant’Agnolo, e le dieci statue , che sopra vi furono poste, di-segnò di far sì, che Batista fosse adoperato anch’egli, avendolo vistofino disegnatore , e giovane di beli' ingegno, e di fargli dare da lavo-rare ad oc*ni modo . E così parlatone col Sangallo , fece tanto , che aBatista furono date a fare quattro storie grandi a fresco di chiaroscuro,nella facciata della porta Capena , oggi detta di s. Basiano , per laquale avea ad entrare l'Imperatore . Nelle quali Batista , senz’ averemai più tocco colori, fece sopra la porta Parme di Papa Paolo III. , Brimeopere colorite.e quella di esso Carlo Imperatore , ed un Romulo, che metteva sopra
quella
i Ni reca maraviglia, che ilcavaliere Ridolfi non abbia fattomenzione di questo tanto celebrepittore, professando di scrivere leVite de’pittori dello stato Vene-to , e trovando, che la scrive ilVasari. Ne’ fi può dire, che stabbiatralasciata per questo come super-flua , prima perché poteva alme-no accennarla , e rimettere il let-tore a quella del Vasari, e infe-condo luogo fi vede, che non haavuto questo riguardo , avendo
scritto le Vite delio Scalpacela,e de’Bellini , e d’altri Venezia-ni , benché scritte dal Vasari.Torno a dire , che in questi librifu questa materia ci fono cose in-credibili , e che mi fanno girar latesta ; onde fon compatibile , leprenderò qualche abbaglio.
2 Cioè la cappella Sistina nel Va-ticano , dove fono in maggior co-pia le pitture di Michelangelo, ben-ché ne siano anche nella Facilina.
3 Vedi tom. il. a cart, 445-