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Tomo terzo.
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$4 Q_uarta 5 Parte.

quella del Pontefice un regno papale , e sopra quella di Cesare cnacorona imperiale ; il quale Romulo , che era una figura di cinque.braccia , vestita alf antica, e con la corona in testa , aveva dalladestra Numa Pompilio , e dalla sinistra Tulio Ostilio , e sopra , que-ste parole : QUIRINUS PATER . In una delle storie , che erano nel-le facciate de torrioni , che mettono in mezzo la porta , era iimaggiore Scipione , che trionfava di Cartagine , la quale avea fattatributaria del popolo Romano , e nell altra a man ritta era il trion-fo di Scipione minore 5 che la medesima aveva rovinata , e disfatta .In uno de' due quadri, che erano fuori de torrioni nella faccia di-nanzi , si vedeva Annibale sotto le mura di Roma essere ributtatodalla tempesta ; e nellaltro a sinistra Fiacco entrare per quella por-ta al soccorso di Roma contra il detto Annibale ; le quali tutte storie,e pitture , essendo le prime di Batista , e rispetto a quelle de glialtri, furono assai buone , e molto lodate . E se Batista avesse primaTtce erme a no»pi- cominciato a dipignere , e andare praticando tal volta i colori ,gliar prima il ptn- e maneggiare i pennelli , non ha dubbio, che averebbe passito mol-mllo. ti. Ma lo stare ostinato in una certa openione, che hanno molti ,

i quali si fanno a credere , che il disegno basti a chi vuol dipignere ,gli fece non piccolo danno . Ma contuttociò egli si portò molto me-glio , che non fecero alcuni di coloro, che fecero le storie dell ar-co di s. Marco, nel quale furono otto storie , cioè quattro per ban-da , che le migliori di tutte furono parte fatte da Francesco Salvia-ti , e parte da un Martino 1 , e altri giovani Tedeschi, che purallora erano venuti a Roma per imparare . lascerò di dire aquesto proposito, che il detto Martino, il quale molto valse nellecose di chiaroscuro, fece alcune battaglie con tanta fierezza, e sibelle invenzioni in certi affronti, e fatti d arme fra Cristiani ,e Turchi, che non si può far meglio. E quello, che su cosa mara-vigliosa , fece il detto Martino , e suoi uomini quelle tele con tan-ta sollecitudine, e prestezza , perché lopera fosse finita a tempo ,che non si partivano mai dal lavoro. E perché era portato loro con-tinuamente da bere, e di buon Greco, fra lo stare sempre ubria-chi , e riscaldati dal furor del vino , e la pratica del fare , lèdonocose stupende . Quando dunque videro lopera di costoro il Salvia-ti, e Batista , ed il Calavrese 2 , confessarono esser necessario, chechi vuole esser pittore , cominci ad adoperare i pennelli a buon ora ;

la

Opere fui dispìrito .

molto

i Questi è Martino HamskerckOlandese. Egli disegnò quasi tuttele teniture antiche di Roma , emolte belle vedute, e un libro,che possiede il sig. Mariette . E'stimabile questo libro per esserdisegnato bravamente, e per ve-

dere come stava allora s. Gio. La-terano , s. Pietro , s. Lorenzo fuordelle mura , e simili edifizj .

2 Forse Marco Calavrese ,cui è la Vita nel tom. il. a car*te 325.