Vita di Batista Franco- 55
lg. qual cosa avendo poi meglio discorsa da se Batista , cominciò anon mettere tanto studio in finire i disegni, ma a colorire alcunavolta . Venendo poi il Montehipo a Fiorenza , dove si faceva si-milmente grandissimo apparato per ricevere il detto Imperatore ,
Batista venne seco, ed arrivati trovarono il detto apparato condot-to a buon termine ; pure, estendo Batista mesto in opera, fece un basa-memento tutto pieno di figure , e trofei ; sotto la statua , che al can-to de’ Carnesecchi avea fatta fra Giovanni Agnolo Montorsoli 1 ;perché conosciuto fra gli artefici per giovane ingegnoso , e valen-te , fu poi molto adoperato nella venuta di madama Margherita Tu adoprato in Ti-d’ Austria , moglie del duca Alessandro , e particolarmente nell’ap- renx ‘ e •parato , che fece Giorgio Vasari nel palazzo di messer Ottaviano de’
Medici 2 , dove avea la detta signora ad abitare . Finite queste fe-ste, si mise Batista a disegnare con grandissimo studio le statue di Mi-cheiagnolo, che sono nella sagrestia nuova di fan Lorenzo , doveallora essendo volti a disegnare , e fare di rilievo tutti gli scultori, epittori di Firenze, fra essi acquistò assiti Batista, ma fu nondimenoconosciuto l’error suo , di non aver mai voluto ritrarre dal vivo , ocolorire , né altro fare , che imitare statue , e poche altre cose, chegli avevano fatto in tal modo indurare , e insecchire la maniera ,che non se la potea levar da dosso, né fare , che le sue cose non aves-scno del duro, e del tagliente , come si vide in una tela , dovefece con molta fatica, e diligenza Lucrezia Romana violata da Tar-quino • Dimorando dunque Batista in fra gli altri, e frequentandola detta lagrestia,fece amicizia con Bartolommeo Ammannati scultore»che, in compagnia di molti altri, là studiavano le cose del Bonarro-to - E su sì fatta l’amicizia, che il detto Ammannati si tirò in casa Ba- 5 J e f^^ nlista , e il Genga da Urbino » e di compagnia vissero alcun tempo nanmts, "" Am ~insieme, e attesero con molto frutto agli studj dell’arte. Estèndopoi stato morto l’anno i Zzò. il duca Alessandro , e creato in suo luo-go il signor Cosimo de’Medici, molti de’servitori del Duca mortorimasero a’ servigi del nuovo , ed altri no. E fra quelli, che si par-tirono, fu il detto Giorgio Vaiasi, il quale tornandosi ad Arezzo »con animo di non più seguitare le Corti, essendogli mancato il car-dinale Ippolito de’ Medici, suo primo Signore, e poi il duca Ales-sandro» fu cagione , che Batista su mestò al servizio del duca Cosi-mo , e a lavorare in guardaroba ; dove dipinse in un quadro gran-de ( ritraendogli da uno di fra Bastiamo, e da uno di Tiziano) PapaClemente, e il cardinale Ippolito, e da un del Puutormo il ducaAlessandro. Ed ancorché questo quadro non fosse di quella perfez-ione , che si aspettava, avendo nella medesima guardaroba vedutoil cartone di Michelagnolo del Noli me tangere , che aveva già colo-rito
i La Vita di questo padre Ser« co più a basso .
•vita, e raro scultore si vedrà po- 2. Vedi tom. il. 324.