Incredìbile prejlez;d'oberare .
66 Q_uartaParte.
armarj Moìsè nel deserto , ed altre storie , che furono poi seguitateda Natalino 1 pittore Veneziano, e da altri. Fece poi il medesimoTintoretto in s. Jobbe ali' altare della Pietà tre Marie , s. Fran-cesco » s. Bastiano» s. Giovanni » e un pezzo di paese. E ne i portel-li dell'organo della chiesa de’Serti» s. Agostino » e s. Filippo » edi sotto Caino , eli’ uccide Abcl suo fratello . In s. Felice ali’ altaredel Sacramento , cioè nel cielo della tribuna , dipinse i quattro Evan-gelisti , e nella lunetta sopra 1’ altare una Nunziata , nell’ altra Cri-sto , che ora in sul monte Olivete , e nella facciata 1’ ultima cena ,che fece con gli Apostoli. In s. Francesco della Vigna è di mano delmedesimo ali’ altare del Deposto di croce la nostra Donna svenuta conaltre Marie, e alcuni profeti. E nella scuola di san Marco» da s. Gio-vanni » e Polo » sono quattro storie grandi ; in una delle quali ès. Marco » che apparendo in aria libera un suo divoto da molti tor-menti » che se gli veggiono apparecchiati con diversi ferri da tor-mentare » i quali rompendosi , non gli potè mai adoperare il mani-goldo contra quel devoto ; e in quella è gran copia di figure , discorti» d’armadure, calamenti, ritratti» ed altre cose simili» cherendono molto ornata quel!’ opera. In un’altra è una tempesta dimare , e san Marco similmente in aria» che libera un altro suo di-voto ; ma non è già questa fatta con quella diligenza » che la giàdetta. Nella terza è una pioggia» e il corpo morto d’un altro di-voto di s. Marco» esanima» estesene va in cielo; e in questa an-cora è un componimento d’assai ragionevoli figure. Nella quarta »dove uno spiritato si scongiura » ha finto in prospettiva una gran log-gia» e in fine di quella un scoto» che la illumina con molti ri-verberi. E oltre alle dette storie è ali’altare un s-Marco di manodel medesimo , che è ragionevole pittura • Queste opere adunque »e molte altre » che si lasciano » bastando avere fatto menzione dellex migliori, sono state fatte dal Tintoretto con tanta prestezza » chequando altri non ha pensato appena » che egli abbia cominciato » egliha finito. Ed è gran cosa » che con i più stravaganti tratti del Mon-do ha sempre da lavorare » perciocché quando non bastano i mezzi ,e s amicizie a fargli avere alcun lavoro » se dovesse farlo non cheper piccolo prezzo » in dono » e per forza » vuol farlo ad ogni mo-do . E non ha molto » che avendo egli fatto nella scuola di s. Roccoa olio in un gran quadro di tela la passione di Cristo» si risolvero-no gli uomini di quella Compagnia di fare di sopra dipignere nelpalco qualche cosa magnifica » e onorata» e perciò di allogare quelsopera a quello de’pittori » che erano in Venezia» il quale facestemigliore » e più bel disegno. Chiamati adunque Josesse Salviati , Fe-
deri-
1 Natalino detto dal P. Orlandi Tiziano . Così dice anche il cava-nell’Abecedario, Nadalino da Mu- lier Ridolfi part. i. a c. 202. che ner&no , fu uno de’ più rari allievi di dà una breve notizia .