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due de gli altri ovati minori con un quadro : e due ne diede a Ba-dila . In uno è Nettuno Dio del mare, e ne gli altri due figure perciascuno , dimostranti la grandezza, e stato pacifico, e quieto diVenezia • E ancoraché tutti e tre costoro si portassimo bene ; me-glio di tutti si portò Paolo Veronese , onde meritò , che da que’ Si-gnori gli suste poi allogato l’altro palco , che è a canto a detta sala :dove fece a olio insieme con Batista Zelotti, un fan Marco in ariasostenuto da certi angeli j e da bastò una Venezia in mezzo alla Fe-de, Speranza » e Carità . La quale opera, ancorché soste bella , nonfu in bontà pari alla prima . Fece poi Paolo 1 solo nella Umiltà , in
un ova-
i Mi ha recato maraviglia, e_>1 ’ ho accennato in una mia Nota,che il Vasari parli di Paolo Vero-nese , come d’ un giovane di buonaespettazione , e poi numeri di esso1’ opere più insigni, fino il cenaco-lo di s. Giorgio Maggiore , che siannovera tra’ primi quadri delMondo, e che fece rimanere esta-tico fino un Caracci, ed asserire,che non ilperavadi veder più oltrein genere di pittura . La medesimamaraviglia nasce nel sentire, cheil Vasari giudica il Tintoretto ca-pace d’essere uno de' maggiori pit-tori ,cbe avejse avuto mai Venezia ■e dopo narra moltissime lue pitture,che il dimostrano chiaramente stu-pendo non solo a un professore, co-me era il Vasari, ma a ognuno, chefosse dilettante di queste cose , per-ché il Tintoretto era senza fallouno de’ primi pittori , che abbiaavuto Venezia . Questa maniera diesprimersi sarebbe credere , che ilVasari non s’intendesse niente del-la pittura , il che certamente nonè vero , o che avesse una sciocca ,e sporca invidia, il che si mostra, esi è mostrato salso,che se fosse così,avrebbe tralasciato di numerare leopere più eccellenti,e non l’avreb-be alzate fino al Cielo, come ha__.fatto . Ma io credo , che questoenigma si sciolga facilmente così.Egli descrisse il carattere di questidue luminan magni della pittura ,
quando erano giovani, ed egli nonaveva veduto per anco nessuna ope-ra di mano loro. Dopo alcuni annivide le loro opere , e ne prese notanel girare per Italia, e queste notefurono da lui incastrate, dove aveaparlato di loro, senza ostervare ,che non connettevano, né poteva-no combinare con quello, che ave-va scritto prima di questi eccellen-tissimi valentuomini ; onde n’ è se-guito , quelche segue a chiunquecompone un’ opera in varj tempi,e di più pezzi. Agostin Caracci insua postilla apposta , dove il Vasariparla del Giudizio universale ( ve-di sopra a c. 65. ) dipinto dal Tin-toretto dice : Ouefio palco è pureuna di queìl' opere , in cui il tempodovrebbe mutare il suo file di con-sumar le cose , perche restasse eter-na questa maraviglia dell' arte .Tutto vero, ma è vero altresì quelche dice il Vasari, che consideran-dola parte per parte vi si trova,da ridire . La lode, e la piccolacritica, che dà a questo Giudizio ilVasari, sa vedere , che non sussi-ste quel che dice lo stesso Caracciin una postila in fine di questa Vi-ta, ed è la seguente -.^Andrea Schia-vane su così spiritoso , e graziosopittore , e così spedito , e facile , eh'avanzò di gran lunga molti pittoriFiorentini ( è vero) i quali il Vasa.ri esalta fino al cielo ( perché avan-zarono lo Schiayone di gran lunga,
come