Anso in Trami,su prcvtfionatoRt.
82 Q^u arta Parte.
ta d’Aristotile da Sangallo » la Calandra di M. Bernardo cardinaledi Bibbiena, i Suppositi » e la Castana dell' Ariosto, e la Clizia , eMandragola del Machiavello , con altre molte . Francesco , e Do-menico Rucellai nella festa , che toccò a far loro, quando furono Si-gnori , fecero una volta l’Arpie di Fineo , e l’altra dopo, una dispu-ta di filosofi sopra la Frinita, ove fecero mostrare da santo Andrea uncielo aperto con tutti i cori degli angeli, che su cosa veramente ra-rissima : e Giovanni Caddi con 1 ’ ajuto di Jacopo Sansovino , d' An-drea del Sarto , e di Giovanfrancesco Rustici, rappresentò un Tan-talo nell’ inferno , che diede mangiare a tutti gli uomini della Com-pagnia , vestiti in abiti di diversi Dii , con tutto il rimanente dellafavola , e con molte capricciose invenzioni di giardini, paradisi ,fuochi lavorati » e altre cose, che troppo, raccontandole , sarebbo-no lunga la nostra storia. Fu anche bellissima invenzione quella diLuigi Martelli , quando» estèndo Signor della Compagnia » le diedecena in casa di Giuliano Scali 1 alla porta a Pinti, perciocché rap-presentò Marte , per la crudeltà tutto di sangue imbrattato, in unastanza piena di membra umane sanguinose : in un’ altra stanza mostròMarte, e Venere nudi in un letto, e poco appresso Vulcano , cheavendogli coperti sotto la rete , chiama tutti gli Dii a vedere l’ol-traggio fattogli da Marte , e dalla trista moglie . Ma è tempo oggi-mai dopo questa, che parrà forse ad alcuno troppo lunga digres-sione , che non del tutto a me pare fuor di proposito , per molte ca-gioni , stata raccontata, che io torni alla Vita del Rustico . Giovan-francesco adunque, non molto sodisfacendogli dopo la cacciata de'Medici Tanno 152S. il vivere di Firenze , lasciato d’ ogni sua cosacura a Niccolò Boni, con Lorenzo Naldini 2 , cognominato Guazzetto,suo giovane , se n’ andò in Francia ; dove essendo fatto conoscere^ al re Francesco da Giovambatista della Palla, che allora là si tro-vava » e da Francesco di Pellegrino suo amicissimo, che v’era an-dato poco innanzi ; su veduto ben volentieri, e ordinatogli una prov-visione di cinquecento scudi T anno da quel re , a cui fece Gio-vansrancesco alcune cose, delle quali non si ha particolarmente no-tizia . Gli fu dato a fare ultimamente un cavallo di bronzo due voltegrande quanto il naturale , sopra il quale doveva esser posto esiò re.Laonde avendo mestò mano ali’ opera, dopo alcuni modelli, chemolto erano al re piaciuti, andò continuando di lavorare il mo-dello grande, e il cavo per gettarlo» in un gran palazzo statogli da-to a godere dalre . Ma checché se ne suste cagione » il re si mori pri-ma , che T opera fosse finita. Ma perché nel principio del regnod’Enrico furono levate le provvisioni a molti, e ristrette le spese
della
1 La casa, e palazzo degli Sca- 2 Del Naldini ha fatto msnzio-li è adesso posseduta, e abitata da’ ne il Vasari tom. il. a c. 302.signori Conti della Gherardesca i