E in F irenx.e setto albonarrcti per s, Lo-renzo .
Si fece Gessato dopoaver tentato en-trare in altre religio.ni.
Vasto poi a farsi de'Servi .
86 Q__u arta Parte.
fabbriche della sagrestia , e libreria di s. Lorenzo , sen’ andò a Firen-ze , dove messo a lavorare , nelle prime cose , che fece, conobbe Mi-chelagnolo in alcuni ornamenti, che quel giovinetto era di bellissi-mo ingegno , e risoluto : e che più conduceva egli solo in un giorno ,che in due non facevano i maestri più pratichi, e vecchi ; onde fecedare a lui fanciullo il medesimo salario , che essi attempati tiravano.Fermandosi poi quelle fabbriche l’anno 1527. per la peste , e per al-tre cagioni ; Agnolo non sapendo , che altro farsi , sen’ andò a Pog-gibonzi, là onde avevano avuto origine i suoi, padre, ed avolo, equivi con M. Giovanni Norchiati suo 1 zio , persona religiosa , e dibuone lettere, si trattenne un pezzo , non facendo altro, che disegna-re , e studiare . Ma venutagli poi volontà , veggendo il Mondo sottosopra, d’essere religioso, ed’attendere alla quiete, e salute dell’anima sua, sen’ andò ali’eremo di Camaldoli. Dove provando quellavita, e non potendo que’disagi , e digiuni, e astinenze di vita,non si fermò altrimenti. Ma tuttavia nel tempo , che vi dimorò , fumolto grato a que’ padri, perché era di buona condizione ; e in det-to tempo il suo trattenimento su intagliare in capo d’alcune mazze ,ovvero bastoni, che que’santi padri portano , quando vanno da Ca-maldoli ali’ Eremo, o altrimenti a diporto per la selva , quando sidispensa il silenzio ; teste d’uomini, e di diversi animali, con belle,e capricciose fantasie . Partito dall’ Eremo con licenza , e buona gra-zia del Maggiore , e andatosene alla Verista , come quelli, che adogni modo era tirato a essere religioso , vi stette un pezzo , seguitan-do il coro, e conversando con que’ padri. Ma né anco quella vitapiacendogli ; dopo avere avuto informazione del vivere di molte re-ligioni in Fiorenza , ed in Arezzo, dove andò partendosi dalla Ver-ista ; e in niun’ altra potendosi accomodare in modo , che gli fosse co-modo attendere al disegno , ed alla salute dell’ anima ; si fece final-mente frate negl’ Ingefuati di Firenze , fuor della porta a Pinti, e fuda loro molto volentieri ricevuto ; con speranza , attendendo essi al-le finestre di vetro, eh’ egli dovesse in ciò essere loro di molto ajuto,e comodo. Ma non dicendo que’padri messa, secondo 1 ’ uso del vive-re , e regola loro , e tenendo perciò un prete , che la dica ogni mat-tina , avevano allora per cappellano nn fra Martino dell’ Ordine de’Servi, persona d’ assai buon giudizio, e costumi. Costui dunqueavendo conosciuto l’ingegno del giovane , e considerato , che pocopoteva esercitarlo fra que’ padri, che non fanno altro , che dire paterrostri, fare finestre di vetro , stillare acqua , acconciare orti, ed al-tri somiglianti esercizj, e non istudiano , nè attendono alle lettere :seppe tanto fare , e dire , che il giovane uscito degl’ Ingefuati, sivestì ne’ frati de' Servi della Nunziata di Firenze a’ dì 7. d’ Ottobre
1’ an-
1 Canon, di s. Lorenzo di Firenze , ma allora cappellano nella stessachiesa.