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Tomo terzo.
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Vita di fra Gio. Àgnolo Montorsoli. 87

P anno 1530. e su chiamato fra Gio. Agnolo. Lanno poi iZzr. aven-do in quel mentre apparato le cerimonie, e ufficj di quell Ordine ,e studiato P opere d'Andrea del Sarto , che seno in quel luogo , fece,come dicono essi, professione ; e P anno seguente con piena soddisfa-zione di quei padri, e contentezza de' suoi parenti, cantò la sua pri-ma Mesta con molta pompa, e onore . Dopo essendo state da gio-vani piuttosto pazzi, che valorosi, nella cacciata de' Medici, guasteP immagini di cera di Leone , Clemente , e daltri di quella fami.glia nobilissima , che vi si erano posti per voto; deliberando i frati,che si rifacessero, fra Gio. Àgnolo con P ajuto dalcuni di loro, cheattendevano a fatte opere dimmagini, rinnovò alcune , che vera-no vecchie , e consumate dal tempo , e di nuovo fece il papa Leone,e Clemente , che ancor vi si veggiono ; e poco dopo il re di Bossina ,ed il Signore vecchio di Piombino; nelle quali opere acquistò fraGio. Agnolo assai. In tanto estèndo Michelagnolo a Roma apprestòpapa Clemente , il qual voleva, che P opera di s. Lorenzo si segui-tasse , e perciò P avea fatto chiamare , gli chiese sua Santità un gio-vane , che restaurasse alcune statue antiche di Belvedere , eh eranorotte . Perché ricordatosi il Bonarroto di fra Gio. Agnolo, lo proposeal Papa , e sua Santità per un suo Breve lo chiese al Generale dell'Ordine deServi, che gliel concedette per non poter faraltro ,malvolontieri. Giunto dunque il frate a Roma , nelle stanze di Bel-vedere , che dal Papa gli furono date per suo abitare, e lavorare, ri-fece il braccio sinistro, che mancava allApollo, e il destro del Lao.coonte , che sono in quel luogo, e diede ordine di racconciare lEr-cole similmente. E perché il Papa quasi ogni mattina andava in Bel-vedere per suo spasso , e dicendo 1 ufficio , il frate il ritrasse di mar-mo tanto bene, che gli fu lopera molto lodata, e gli pose il Papagrandissima affezione , e massimamente veggendolo studiosissimo nellecose dell arte, e che tutta la notte disegnava per avere ogni mattinanuove cose da mostrare al Papa , che molto se ne dilettava - In questomentre, essendo vacato un canonicato di s-Lorenzo di Fiorenza, chie-sa stata edificata , e dotata dalla casa de Medici , fra Gio. Agnolo,che già avea posto giù P abito di frate , 1 ottenne per M. GiovanniNorchiati suo zio , eh era in detta chiesa cappellano Finalmenteavendo deliberato Clemente , che il Bonarroto tornasse a Firenze afinire 1 opere della sagrestia, e libreria di s. Lorenzo ; gli diede or-dine , perché vi mancavano molte statue , come si dirà nella Vita diesso Michelagnolo , che si servisse de più valentuomini, che si po-tessero avere , e particolarmente del Frate, tenendo il medesimomodo , che avea tenuto il Sangallo per finire lopere della Madon-na di Loreto. Condottisi dunque Michelagnolo, ed il Frate a Fi-renze , Michelagnolo nel condurre le statue del duca Lorenzo , «Giuliano, si servì molto del Frate nel rinettarle, e fare certe diffi-coltà

Restaurali Laocmte.

S'infinito nella gra-zia di Clemente VI!