po Q_uartaParte.
ze , fece al ponte a santa Trinità sopra una basa grande , una figurad’ otto braccia , che rappresentava il fiume Arno a giacere , ilquale in atto mostrava di rallegrarsi col Reno, Danubio , Biagra-da, ed Ibero, fatti da altri, della venuta di sua Maestà; il qualeArno 5 dico, su una molto bella , e buona figura • In sul canto de’Car-nesecchi fece il medesimo in una figura di dodici braccia Jason duca.de gli Argonauti. Ma questa, per essere di smisurata grandezza , edil tempo corto, non riuscì della perfezione, che la prima : comenè anco una Ilarità Augusta, che fece al canto alla Cuculia. Maconsiderata la brevità del tempo , nel quale egli conduslè quest’ ope-re , elle gli acquistarono grand’ onore , e nome così appresso gli ar-tefici , come 1 ’ universale . Finita poi P opera d’Arezzo , inten-dendo , che Girolamo Genga 1 aveva da fare un’ opera di marmo inUrbino , 1’ andò il Frate a trovare ; ma non si essendo venuto a con-clusione niuna , prese la volta di Roma , e quivi badato poco , sen*andò a Napoli con speranza d’avere a fare la sepoltura di JacopoSannazzaro gentiluomo Napoletano , e poeta veramente singolare ,e rarissimo - Avendo edificato il Sannazzaro a Margoglino luogo dibellissima vista, ed amenissimo e nel fine di Chiaja sopra la marina ?una magnifica , e molto comoda abitazione, la quale si godè men-tre visse ; lasciò, venendo a morte, quel luogo , che ha forma di con-vento , e una bella chiesetta ali’ Ordine de’ frati de’ Servi ; ordi-nando al sig. Cesare Mormerio, ed al sig. Conte di Lis, esecutoridel suo testamento , che nella detta chiesa, da lui edificata, e laquale doveva essere ufficiata da i detti padri, gli facessero la sua se-poltura . Ragionandosi dunque di farla, fu proposto da i frati a idetti esecutori fra Gio. Agnolo , al quale , andato egli » come s’ èdetto, a Napoli , finalmente fu la detta sepoltura allogata, esofendo stati giudicati i suoi modelli assai migliori di molti altri »che n’ erano stati fatti da diversi scultori , per mille scudi ; de*quali avendo avuto buona partita, mandò a cavare i marmi Fran-cesco del Tadda 2 da Fiesole intagliatore eccellente, al quale ave-va dato a fare tutti i lavori di quadro , ed’intaglio, che avevanoa farsi in que 11* opera , per condurla piò presto - Mentrechè il Fratesi metteva a ordine per fare la detta sepoltura , estèndo in Pugliavenuta 1* armata Turchesoa , e perciò standosi in Napoli con non po-co timore , su dato ordine di fortificare la città , e fatti sopra ciòquattro grand’ uomini » e di migliore giudizio ; i quali per servirsi
d’ar-
1 Vedi la Vita del Genga nel to-mo il. a cart.68o.
2 II Tadda è nominato dal Vasa-ri nel tom. il. a c. 544. Ebbe un fi-gliuolo per nome Romolo pure .scultore > che scolpiva in porfido,
e in pietre dure . Era della fami-glia Ferrucci da Fiesole, dalla qua-le escirono molti bravi artefici.Vedi 1’ Abecedario pittorico in_*Niccodemo Ferrucci pittore, do-ve si numerano tutti.