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Tomo terzo.
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Vita di fra Gio. Agnolo Monto rsoli. 91darchitettori intendenti, andarono pensando al Frate ; il quale_,avendo di ciò alcuno sentore avuto, e non parendogli, che ad uomoreligioso , come egli era , isteflè bene adoperarli in cose di guerra ,fece intendere a detti esocutori, che farebbe quel! opera o in Carra-ra » o in Fiorenza , e eh' ella sarebbe al promesso tempo condotta , emurata al luogo suo. Così dunque, condottoli da Napoli a Fiorenza ,gli fu subito fatto intendere dalla lîg. Donna Maria madre del ducaCosimo» che egli finisse il s. Cosimo , che già aveva cominciato Fe s* l'ultìm* manocon ordine del Lonarroto, per la sepoltura del magnifico Lorenzo vec- ^ s c "

chio. Onde rimessovi roano » lo finì » e ciò fatto, avendoil Duca J *'fatto fare gran parte decondotti per la fontana grande di Cartellosua villa» ed avendo quella ad avere per finimento un Ercole-,in cima, che facesse scoppiare Anteo» a cui uscisse in cambio delfiato acqua di bocca» che andasse in alto; su fattone fare ai Frate un mo-dello assai grandetto ; il quale piacendo a sua Eccellenza su com-messogli , che lo facesse , ed andasse a Carrara a cavare il marmo.

dove andò il Frate molto volentieri » per tirare innanzi con quel-la occasione la detta sepoltura del Sannazzaro, e particolarmente unastoria di figure di mezzo rilievo. Standosi dunque il Frate a Carrara,il card. Doria scrisse di Genova al card. Cibo , che si trovava a Carra-ra ; che non avendo mai finita il Bandinello la statua del principeDoria » e non avendola a finire altrimenti, che procacciasse di fargliavere qualche valentuomo scultore, che la facesse , perciocché aveacura di sollecitare quell opera; la quale lettera avendo ricevuta Ci-bo , che molto innanzi aveva cognizione del Frate , fece ogni operadi mandarlo a Genova . Ma egli disse sempre non potere , e non vo-lere in niun modo servire sua signoria Reverendissima , se prima nonsodisfaceva aliobbligo » e promessa, che aveva col duca Cosimo .

Avendo» mentre che queste cose si trattavano, tirata molto innanzi lasepoltura del Sannazzaro » ed abbozzato il marmo dell Ercole , se ne Impostura, tbtgUfitvenne con esso a Firenze ; dove con molta prestezza , e studio lo con- fi tta 'dustè a tal termine, che poco avrebbe penato a fornirlo del tut-to, se aveste seguitato di lavorarvi. Ma essendo uscita una voce»che il marmo a gran pezza non riusciva opera perfetta , come il mo-dello : e che il Frate era per averne difficoltà a rimettere insieme legambe dell Ercole, che non riscontravano col torso, messe» PierFrancesco Riccio maggiordomo , che pagava la provvisione al Frate,cominciò » lasciandosi troppo più volgere di quello , che dov/ebbeun uomo grave , ad andare molto rattenuto a pagargliela ; credendotroppo al Bandinello » che con ogni sforzo puntava contro a colui,per vendicarsi dell ingiuria, che parea, che gli aveste fattoaver promesso voler fare la statua del Doria 1 » disobbligato , chefosse dal Duca Fu anco opinione, che il favore del Tribolo, il

M 2 quale

1 Vedi nel tomo il. a c.592. nella Vita del Bandinello .