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ze , a i quali scrisse queste sue persecuzioni. E fra gli altri GiorgioVasari, in rispondendo a una lettera , che sopra ciò gli scrisse il di-viati , lo confortò sempre ad aver pazienza , perché la virtù per-seguitata raffittisce , come al fuoco Toro ; aggiungendo» che era pervenir tempo , che farebbe conosciuta la sua virtù » ed ingegno : chenon si dolesse se non di se » che anco non conosceva gli umori» ecome son fatti gli uomini » e artefici della sua patria • Non ostantedunque tante contrarietà » e persecuzioni » che ebbe il povero Fran-ai Impera dell» Sa- cesco » finì quel salotto» cioè il lavoro » che aveva tolto a fare inla malgrado «ùxù fresco nelle facciate, perciocché nel palco , ovvero soffittato non suinvidiosi. bisogno, che lavorasse alcuna cosa, essendo tanto riccamente in-
tagliato » e messo tutto d'oro , che per sì fatta » non si può vedereopera più bella . E per accompagnare ogni cosa fece fare il Ducadi nuovo due finestre di vetro con l'imprese, ed arme sue, e diCarlo V-, che non si può far di quel lavoro meglio, che furonocondotte da Batista dal Borro , pittore Aretino » raro in questa pro-fessione . Dopo questa fece Francesco per sua Eccellenza il palco delsalotto, ove si mangia il verno, con molte imprese, e figurine atempera» ed un bellissimo scrittoio, che risponde sopra la cameraverde . Ritrasse similmente alcuni de’ figliuoli del Duca ; ed unAltre tpere. t scene anno per carnevale fece nella sala grande la scena, e prospettivaserio Duca. d' una commedia, che si recitò, con lauta bellezza , e diversa ma-
niera da quelle, che erano state fatte in Fiorenza insino allora, cheella. su giudicata superiore a tutte . Nè di questo è da maravigliar-si, estèndo verissimo, che Francesco in tutte le sue cose fu sèmpredi gran giudizio» vario , e copioso d’invenzione , e che più , pos-sedeva le cose del disegno, e aveva più beila maniera, che qua-lunque altro fosse allora a Fiorenza, ed i colori maneggiava conmolta pratica , e vaghezza. Fece ancora la testa , ovvero ritrattodel signor Giovanni de’ Medici » padre del duca Cosimo, che subellissima , la quale è oggi nella guardaroba di detto signor Duca .Pitture fatte iu Ti- A Cristosano Rinieri , suo amicissimo, fece un quadro di nostrareme. Donna molto bello, che è oggi nell’Udienza della Decima . A Ri-
dosso Landi fece in un quadro una Carità » che non può estèr piùbella - E a Simon Corsi fece similmente un quadro di nostra Don-na, che fu molto lodato. A M. Donato Acciajoli cavalier di Ro-di , col quale tenne sempre singolar dimestichezza , fece certi qua-dretti , che fono bellissimi. Dipinse similmente in una tavola unCristo, che mostra a fan Tommaso , il quale non credeva , che fossenuovamente risuscitato, i luoghi delle piaghe , e ferite, che avevaricevute da i Giudei ; la quale tavola fu da Tommaso Guadagnicondotta in Francia, e posta in una chiesa di Lione alla cappellade’Fiorentini. Fece parimente Francesco a riquisizione del dettoCristosano Rinieri, e di maestro Giovanni Resto arazziere Fiammin-go tut-