Vita di Francesco de’ Salviati. 119
go tutta la storia di Tarquinio, e Lucrezia Romana in molti carto-ni che essendo poi messi in opera di panni d’arazzo, fatti d’ oro ,di seta , e filaticci, riuscì opera maravigliosa ; la qual colà inten-derndo il Duca, che allora faceva fare panni similmente d’ arazzoal detto maestro Giovanni in Fiorenza per la lala de’Dugento, tut-ti d’oro, e di seta , e aveva fatto far cartoni delle storie di Gio-sestìo Ebreo al Bronzino, e al Pontormo, come s’è detto ; vollechee anco Francesco ne facesse un cartone, che fu quello dell’in-terrpretazione delle -fette vacche grasse, e magre ; nel quale car- ^ Mtont fntaMtt* -tome, dico, mise Francesco tutta quella diligenza, che in simileopoera si può maggiore , e che hanno di bisogno le pitture , che sitelssono > Invenzioni capricciose , componimenti varj vogliono averle figure, che spicchino 1' una dal!' altra, perché abbiano rilievo »e • vengano allegre ne’ colori, ricche negli abiti, e vestiti ; doveesistendo poi questo panno, egli altri riusciti bene , si risolvè sua Ec-celllenza dimettere Parte in Fiorenza, e la fece insegnare ad al-eroni putti , i quali cresciuti fanno ora opere eccellentissime per que-sto, Duca . Fece anco un bellissimo quadro di nostra Donna pur aoliio , che è oggi in camera di messer Aleflàndro figliuolo di mes-so, r Ottaviano de’ Medici. Al detto M- Pasquino Berlini fece iniella un altro quadro di nostra Donna con Cristo, e fan Giovan-ili fanciulletti , che ridono d’un pappagallo, che hanno tra ma-no,, il quale'su opera capriccioso, e molto vaga. E al medesimofecce un disegno bellissimo d’un Crocifisso, alto quasi un braccio ,corti una Maddalena a’piedi, in sì nuova, e vaga maniera, che èurna maraviglia ; il qual disegno, avendo M.Salvestro Berlini ac-coamodato a Girolamo Razzi suo amicissimo, che oggi è don Silva-no, 1 , ne furono coloriti due da Carlo da Loro , che n’ ha poi fattiincolti altri, che sono per Firenze - Avendo Giovanni, e Pierod” Agostino Dini fatta in santa Croce, entrando per la porta dimtezzo a man ritta, una cappella di macigni molto ricca, e unasejpoltura per Agostino, ed altri di casa loro; diedero a fare lataivola di quella a Francesco, il quale vi dipinse Cristo, che è de-ponilo di croce da Giofefso ab Arimatia , e da Nicodemo ; e a’ pie- Deposizione di etisiedii la nostra Donna svenuta con Maria Maddalena, s. Giovanni,
P altre Marie ; la quale tavola fu condotta da Francesco con can-tar arte, e studio, che non solo il Cristo nudo è bellissimo ; ma in-sieeme tutte P altre figure ben disposte, e colorite con forza, e ri-lievo . E ancora che da principio foste questa tavola da gli avver-san^ di Francesco biasimata ; ella gli acquistò nondimeno gran no-nne nell’ universale - E chi n’ ha fatto dopo lui a concorrenza , non
PI*
1 D. Silvano Razzi monaco Ca- dati alle stampe; che ajuto molto ilrmaldolese noto per molti suoi libri Vasari nello stendere questo libro -